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Perchè dopo una sperimentazione protrattasi per un anno con successo e senza spese per la collettività, il Presidente del Consiglio Comunale decide senza alcua consultazione dei capigruppo consiliari di non avvalersi più delle riprese televisive della testata “Il Fatto” e di “concedere” tutt’al più le riprese e il diritto di cronaca dagli spalti del pubblico? Perchè questa prestazione gratuita rappresenta l’acquisizione di una posizione di privilegio, come dice il capogruppo del Pdl in Consiglio
Continua a leggere Gianni Porta sulle riprese video del consiglio comunale di Molfetta
Di seguito troverete la riflessione di Paolo Ferrero, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista, in merito a questo importante anniversario:

Ottantantotto anni fa nasceva a Livorno il partito Comunista d’Italia, sezione dell’internazionale comunista. Dopo la sconfitta del biennio rosso e del movimento di occupazione delle fabbriche, l’incapacità del partito Socialista di dirigere positivamente il movimento di massa veniva sancito da questa rottura. Il movimento operaio italiano non nasceva in quel passaggio, ma li si decise una svolta, si decise il cambiamento del nome: da li in poi, anche in Italia, i rivoluzionari si sarebbero chiamati comunisti. Il cambio del nome nacque dalla necessità di distinguersi dai partiti socialisti. Questi erano stati travolti; prima dall’incapacità di tenere una posizione autonoma dalle varie borghesie nazionali nella gigantesca carneficina che fu la prima guerra mondiale; poi dall’incapacità a definire uno sbocco rivoluzionario alla crisi post bellica. I partiti socialisti si erano rivelati una guida fallimentare per i lavoratori e così, i rivoluzionari, dopo la vittoria in Russia, decisero di segnare nettamente la differenza, addirittura con il cambio del nome.
Quaranta anni fa Jan Palach si dava fuoco in piazza Venceslao a Praga per protestare contro l’invasione sovietica della Cecoslovacchia. Quel’invasione, che seguiva di 12 anni l’invasione dell’Ungheria, metteva la parola fine alla primavera di Praga. Chiudeva brutalmente il più importante tentativo di autoriforma avvenuto nei paesi a socialismo reale. I sistemi politici nati con la rivoluzione russa evidenziavano in modo drammatico di essere entrati in contraddizione totale con le aspirazioni che li avevano generati. La speranza di trasformazione sociale che il comunismo aveva portato al punto più alto nel mondo moderno, con una rivoluzione che aveva sovvertito completamente l’ordine sociale, veniva annichilita sotto i cingoli dei carri armati.
Continua a leggere: 88 anni dopo noi ci siamo
Ci facciamo questa domanda e la giriamo ai cittadini perché proprio in questioni in cui doveva essere decisivo l’apporto del sindaco, in qualità di senatore della Repubblica, dobbiamo registrare un clamoroso fallimento. Che ne è stato della Zona Franca Urbana, che doveva rilanciare l’economia molfettese?.
La Zona Franca Urbana è il riconoscimento che la legge offre ad alcune città e che consiste in misure di rivitalizzazione economica (fiscalità di vantaggio a beneficio di piccole
Continua a leggere serve a Molfetta un sindaco senatore?
Sta assumendo contorni interessanti la vicenda della costruzione della foresteria della Capitaneria di porto di Molfetta. Bisogna ricordare l’atto iniziale: alla fine del mandato di Sindaco di T.Minervini il centro-destra molfettese approva, dopo il progetto di nuovo porto, meglio noto come Porto Azzollini, anche il progetto per l’abbattimento degli ex cantieri Tattoli e la costruzione di nuove cubature di proprietà del demanio marittimo. In quella sede nè lo sbandierato amore per la città di
Continua a leggere la foresteria della capitaneria di porto di Molfetta
di Paolo Ferrero Da un po di tempo Liberazione pubblica con grande rilievo articoli che chiedono di abbandonare il nome comunista. Al fondo la tesi riproposta in varie salse è che la parola comunismo è inutilizzabile perché l’esperienza storica concreta ne ha stravolto il significato. Tra chi propone di abbandonare il nome comunista vi è chi si pronuncia a favore del nome sinistra, chi a favore del socialismo, chi non propone nulla. Tutto questo
Continua a leggere Perché ci diciamo comunisti
Mentre il mio pc mi segnala le temperature misurate dalla stazione meteo di Bari-Palese e leggo l’ultima agenzia ANSA riguardante questa prima ondata di calore
ROMA, 28 MAG – Dalle 13 citta’ di ieri si passa a una soltanto per domani, Bari, con segnalazione di allarme ondata di calore della Protezione Civile.Gia’ al Nord, complici le piogge, le temperature sono tornate nella norma, mentre le previsioni segnalano il ritorno del maltempo anche al Centro e in parte al Sud. Per venerdi’ 30, in tutta Italia c’e’ ‘livello zero’ per il caldo, con temperature piu’ miti al Nord, poco sopra i 20 gradi, mentre in Sicilia il termometro non dovrebbe superare i 27.
mi è venuto in mente di segnalarvi quanto segue. Continua a leggere: prepararsi alle prossime ondate di calore
Proseguiamo con l’ascolto di pareri, la lettura di analisi e di proposte a proposito della questione energetica. Oggi vi propongo un articolo di Mario Pirani da la Repubblica del 19 maggio, ‘E se barbarie genera nel vento nuovi mostri’ di cui riporto uno stralcio:
Anche questa volta il fine è «buono»: sviluppare le energie alternative (sole, vento, biomasse, fotovoltaico, ecc.) il cui costo di produzione è troppo alto per competere con petrolio e gas [...]
Ferma restando la giustezza di sostenere, anche con aiuti pubblici, la creazione di fonti alternative, è evidente che questo impulso va coordinato in un piano energetico nazionale che stabilisca in partenza dove è utile incrementare il sole e il fotovoltaico, dove la geotermia, dove le biomasse (trasformazione dei rifiuti), dove l’ eolico per costanza dei venti e salvaguardia del paesaggio, di quanto può essere realizzato con il risparmio di energie convenzionali, quanta energia nucleare conviene importare, ecc. Tutto questo manca e il meccanismo è stato abbandonato al western di un mercato senza regole
Continua a leggere: il business delle energie rinnovabili
Il titolo può sembrare una battuta di dubbio gusto, considerando il principale carburante che alimenterà la costruenda centrale a biomasse Powerflor nel territorio agricolo della nostra Molfetta. Invece è volutamente ispirato ad un rapporto di Greenpeace, Come ti friggo il clima, pubblicato a novembre dello scorso anno e che
dimostra l’inevitabile necessità di porre fine alla deforestazione al fine di prevenire la perdita di biodiversità e combattere il cambio climatico proprio nel paese che
ha accolto a Bali il secondo round delle negoziazioni del protocollo di Kyoto. Questo il link diretto per il download del rapporto.
Perchè riprenderlo su questo blog? Per continuare a fornire utili strumenti per approfondire la questione, certamente non semplice, della sostenibilità dell’importazione di olio di palma come carburante ai fini della sostituzione delle fonti fossili e dell’abbattimento delle emissioni di CO2 in atmosfera. Ed anche per capire perchè l’olio di palma ha costi estremamente bassi sul mercato: Continua a leggere: anche a Molfetta friggeranno il clima nell’olio di palma
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