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immigrati ed elezioni europee

di Stefano Galieni, pubblicato su Liberazione del 4 marzo 2009

I cittadini e le cittadine rumene, sempre al centro dell’attenzione mediatica quando si tratta di fatti di cronaca, spariscono quando si deve ragionare di diritti. Lo stesso dicasi per ogni persona che si ritrova oggi ad aver la residenza in Italia pur provenendo da paesi della Ue e che, solo se è particolarmente informato, fortunato o esperto navigatore informatico, è messo in grado di esercitare un proprio basilare diritto, quello di voto. Continua a leggere: immigrati ed elezioni europee

intervista del Corriere a Paolo Ferrero

Il Corriere della Sera intervista il segretario di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero sulla proposta lanciata dal governatore della Puglia Nichi Vendola per la creazione di un’ampia coalizione capace di includere anche l’Udc.

Il suo ex compagno di partito Nichi Vendola vi lancia un appello: per le Europee mettiamo da parte le ragioni di bottega e uniamo tutte le forze di sinistra. Che cosa risponde?
No grazie, non saprei come fare la campagna elettorale per un cartello che tiene insieme socialisti, verdi, comunisti. E’ un guazzabuglio, una scorciatoia per essere eletti. Non vorrei essere offensivo ma rilevo lo scarso profilo politico della proposta di Nichi, che mi pare simile a quella del Pd: alla sconfitta si risponde allargando a destra, si fanno coalizioni fumose, eterogenee, rissose che non sconfiggono nessuno. Un pastrocchio

Dividere la sinistra non significa rischiare di sprecare i voti, visto che c’e’ lo sbarramento?
L’obiettivo è il 5 per cento Continua a leggere: intervista del Corriere a Paolo Ferrero

nuova legge elettorale per le europee approvata alla Camera

Che cosa avrà fatto cambiare idea a Di Pietro? Europee: Di Pietro, Pdl e pd vogliono sbarramento idv no

“Io vorrei che non ci fosse questo sbarramento ma questa è la scelta di Pdl e Pd. E quando i due partiti maggiori decidono anche di non fare in modo che noi stiamo in Vigilanza Rai c’è poco da fare, puoi urlare ma loro se ne fregano”. È quanto ha affermato il leader

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sbarramento europee: il pensiero di Flores d’Arcais

Oggi vi consiglio la lettura di quest’analisi Flores d’Arcais: la soglia del 4% è killeraggio politico ecco l’intro:

Lo sbarramento elettorale del 4% alle elezioni europee, previsto nella legge-inciucio che verrà portata al più presto alle camere, è la nuova PORCATA (secondo l’indimenticabile definizione di Calderoli). Se possibile, perfino peggiore di quella che regola le elezioni politiche nazionali. L’unica ragione che legittima moralmente e politicamente una soglia di sbarramento (che deforma la rappresentanza, il

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sbarramento europee: intervista a Franco Monaco del PD

Vi consiglio questa lettura: Intervista a Franco Monaco, esponente ulivista del Pd
«Europee, un regalo a Berlusconi. Devastato il campo delle alleanze»
di Anubi D’Avossa Lussurgiu
pubblicata su Liberazione del 31 gennaio 2009

Franco Monaco, lei ha attaccato nella maniera più dura l’accordo della leadership del suo partito, il Pd, con il Pdl sulla modifica della legge elettorale. Ha parlato di «atto di egoismo di partito che il centrosinista pagherà a caro prezzo». Certamente saprà a quali obiezioni si espone una critica simile da parte sua, ulivista storico e prodiano di vaglia…
Voglio essere chiaro: da ulivista impenitente sono sempre stato per il maggioritario, per il bipolarismo, anzi persino in prospettiva per il bipartitismo. E sono sempre stato convinto dell’esigenza di semplificazione d’un sistema politico troppo frammentato, anche per favorire la stabilità dei governi. Ma dissento da questo blitz che ha in sovrappiù il sapore della furbata e della forzatura, per una ragione di metodo, una di oggetto e una di contesto.

Cominciamo da quella di metodo, suppongo: qual è?
E’ la stessa per la quale noi levammo alte grida nel 2006 contro il varo del “porcellum” appena alla vigilia delle elezioni politiche.
E qual è, Franco Monaco, la «ragione d’oggetto» del suo dissenso dal «blitz» sulla legge elettorale per le europee con soglia al 4 per cento?
E’ che un conto sono le elezioni politiche nazionali, dove ci si deve fare carico anche dell’esigenza di governabilità, altro conto invece le europee dove il Parlamento non elegge alcun governo e si deve privilegiare il principio di rappresentanza.

Oltre queste motivazioni, adesso condivise anche dal presidente della Campania Antonio Bassolino, la ragione di «contesto» si riferisce forse a quell’«appeasement su tutte le questioni che contano, dalla giustizia al federalismo sino alla riforma contrattuale» che lei ha già denunciato nel suo attacco alla condotta della leadership del partito democratico?
E’ più profonda: io ho sempre pensato che la riforma delle regole elettorali dovesse andare di pari passo con la costruzione dei soggetti, un processo genuinamente politico, nel caso nostro il partito dell’Ulivo. La verità è che questo Pd ci ha portati così indietro dal punto di vista della costruzione del soggetto di centrosinistra, riuscendo nella brillante impresa di produrre un centrosinistra più piccolo e più diviso, che oggi non ha le qualità né la quantità per proporsi come promotore di unità del campo del centrosinistra. Ecco perché diciamo che con questa operazione semmai si genera un bipolarismo asimmetrico: una partita che solo formalmente è a due, dall’esito già scritto, tutto a vantaggio della destra berlusconiana. In queste condizioni, forzare sulle regole fa danno alla causa.

Lei dunque ha in mente una linea alternativa…
Oggi la priorità delle priorità è la ricostituzione di un campo di forze del centrosinistra, non l’esatto contrario e cioè atti, come questo della riforma della legge per le europee, che producono ulteriori divisioni. Non si può correre avanti con leggi elettorali ad ispirazione maggioritaria nel momento in cui si va indietro con un soggetto politico che è diventato un fattore di divisione anziché di unità. E’ un’operazione sicuramente tutta in perdita per il centrosinistra.
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presidio informativo a Molfetta su legge elettorale per le elezioni europee

NO ALL’INCIUCIO

NO ALLO SBARRAMENTO ELETTORALE

PER LA DEMOCRAZIA E IL PLURALISMO

Lo sbarramento al 4% è l’ennesimo tentativo di Veltroni e Di Pietro di uccidere la sinistra. L’ipotesi di introdurre lo sbarramento elettorale per le elezioni europee è con ogni evidenza un favore che il governo Berlusconi intende fare a Veltroni e Di Pietro in cambio del parere favorevole su un federalismo che penalizzerà pesantemente il Sud, in cambio dell’isolamento della CGIL

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