Archivi

interrogazione consiliare su patrocinio del comune a manifestazione politica

Premesso che
sabato 28 febbraio 2009 alle 18 presso la sala “Finocchiaro” della Fabbrica di San Domenico a Molfetta avrà luogo l’incontro-convegno dal titolo 2Stalking. La persecuzione diventa reato. Parliamone”;
tale incontro sarà moderato da Annacora Azzollini in qualità di coordinatrice Azzurro Donna di Molfetta;
le informazioni appena citate si ricavano, oltre che dai comunicati stampa pubblicati sui principali giornali locali online, anche da manifesti affissi sulle plance pubbliche per le vie della città;
tali manifesti risultano affissi negli spazi riservati ai manifesti dell’Amministrazione Comunale per pubblicizzare sue iniziative nonché avvisi, comunicazioni, convocazioni di sedute di Consiglio comunale ovvero ogni iniziativa a carattere istituzionale dell’Ente ovvero manifestazioni patrocinate dall’Ente;
su tali manifesti campeggia in alto a sinistra il logo dell’organizzazione Azzurro Donna mentre in alto a destra campeggia il logo del Comune di Molfetta;
dalla impostazione grafica del manifesto risultano organizzatori dell’iniziativa del 28 febbraio sia l’organizzazione Azzurro Donna che il Comune di Molfetta, non recando il manifesto la formula tipicamente utilizzata in caso di patrocinio da parte dell’Ente comunale (ovvero
<<l’associazione X organizza l’evento Y con il patrocinio del Comune di Molfetta);
considerato che l’art. 72 – “Forza Italia Azzurro Donna” dello Statuto di Forza Italia, approvato dalla Assemblea Nazionale a Milano il 18 gennaio 1997 e con le modifiche apportate dal Consiglio Nazionale del 4 luglio 1997, del 20/21 febbraio 1998, dal Congresso Nazionale del 16/18 aprile 1998, dal Consiglio Nazionale del 20 luglio 1998 e dal Congresso Nazionale del 27/28/29 maggio 2004 e pubblicato sul sito web ufficiale del movimento,
http://www.forzaitalia.it/speciali/statutoforzaitalia04.pdf, recita: <<Le socie del Movimento possono partecipare alle attività di Forza Italia Azzurro Donna attraverso le articolazioni regionali e locali, secondo quanto previsto dal presente Statuto e dai Regolamenti. Forza Italia
Azzurro Donna promuove e valorizza la partecipazione della donna alla politica e ne approfondisce le problematiche. Continua a leggere: interrogazione consiliare su patrocinio del comune a manifestazione politica

interrogazione consiliare sui palazzetti dello sport

Premesso che
con le Delibere di Giunta Comunale n. 350 del 05/08/2004 avente ad oggetto l’<”Affidamento in gestione ed uso del palazzetto dello sport di via Giovinazzo alla F.I.Te.T. Nazionale>” e n. 498 del 16/12/2004 avente ad oggetto l’<”Affidamento in gestione ed uso del Palazzetto dello Sport “Cap.G.Poli” al Consorzio di Associazioni sportive denominato “PALAPOLI”. Approvazione schema di convenzione>> : si affidava alla Federazione Italiana Tennistavolo (F.I.Te.T.) la gestione ed uso, del palazzetto dello sport di via Giovinazzo e alle società “Associazione Sportiva Dilettantistica Pallavolo Molfetta” – “Associazione Dilettantistica Nuova Virtus Molfetta” – Polisportiva Dilettantistica Libertas Molfetta”, in forma associata, la gestione ed uso del “PalaPoli” per la durata di tre anni;
con tali affidamenti non ci sarebbe stato costi di gestione ordinaria a carico del Comune ad eccezione delle spese di manutenzione straordinaria;
all’art. 3 di entrambe le convenzioni si stabilisce che si dovranno utilizzare gli impianti in modo corretto e si dovranno osservare tutte le norme di sicurezza, igiene, nonché le disposizioni di legge ed i regolamenti comunali in materia;
all’art. 5 di entrambe le convenzioni le società affidatarie si impegnano a
<<eseguire l’ordinaria manutenzione dei locali e degli impianti tecnologici, elettrici, idrico sanitario, di lluminazione>> (comma a);
- <<provvedere alla riparazione delle dotazioni deteriorate>> (comma b);
- <<assumersi gli oneri dei consumi relativi al funzionamento dell’impianto (acqua, fogna, elettricità, gas, telefono, pulizia intern ed esterna e manutenzione del verde ecc) e volturare i contatori, sollevando il Comune da qualsiasi responsabilità>> (comma e);
- mettere l’impianto a disposizione delle proprie società affiliate e dei propri tesserati, nonché degli Enti di promozione sportiva riconosciuti dal C.O.N.I. ed operanti nel territorio per consentire lo svolgimento degli allenamenti e dei campionati delle discipline esercitate dalle stesse società affidatarie, negli spazi, nelle giornate e nelle fasce orarie prefissati previa applicazione delle tariffe agevolate (stabilite d’intesa
con il Comune);
- subordinatamente alla disponibilità di date libere nel calendario d’uso per le attività delle discipline esercitate dalle società affidatarie, mettere l’impianto a disposizione delle associazioni praticanti altre discipline sportive riconosciute dal C.O.N.I. per lo svolgimento di eventi agonistici di rilevanza nazionale;
- <<far approvare preventivamente dal Comune le tariffe per l’uso dell’impianto, soggette annualmente a revisione secondo gli indici ISTAT, praticando le quote agevolate e/o le esenzioni a favore delle categorie di utenti indicate dal Comune>> (comma l);
con Delibera di Giunta Comunale n. 534 del 30712/2004 avente ad oggetto l’<<Atto di indirizzo per la concessione in gestione ed uso del Palazzetto dello Sport di Piazza don Sturzo>> si demandava
<<all’Assessorato allo Sport, per il tramite del Dirigente del Settore LL.PP. e Sport l’approfondimento e formalizzazione con atto dirigenziale della richiesta avanzata dal presidente della società sportiva “Hockey Club Molfetta”>> che chiedeva <<gestione ed uso del suddetto
palazzetto dello sport>>;
considerato che Continua a leggere: interrogazione consiliare sui palazzetti dello sport

salario sociale e lista unitaria

di Paolo Ferrero, pubblicato su Liberazione del 1/03/2009

Lo sprofondo dell’economia statunitense segnala in questi giorni la pesantezza della crisi. Come diciamo da mesi la crisi é profondissima e sarà una crisi “costituente”, che cambierà il volto dell’Italia. E’ una crisi del sistema capitalistico, ingenerata dalla finanziarizzazione dell’economia e dalla compressione della massa salariale. Non é quindi la crisi della globalizzazione neoliberista ma il frutto legittimo – anche se avvelenato – di quella globalizzazione. Le politiche liberiste praticate per anni hanno portato al blocco del meccanismo di accumulazione capitalistico. E’ quindi una crisi di sistema da cui non é possibile uscire senza profondi sconquassi del sistema stesso. Negli Stati Uniti Obama sta dando una risposta che rompe decisamente con le politiche reaganiane e pone alcuni elementi di sinistra. Far pagare più tasse ai ricchi per costruire un sistema sanitario nazionale – per i poveri – non é solo un atto simbolico.
In Italia il governo, riproponendo in pieno il programma della P2, persegue una uscita da destra dalla crisi, sul piano istituzionale, sociale e culturale. Sul piano istituzionale lavora – con contraddizioni – per scardinare la Costituzione: mette in discussione l’autonomia della magistratura e propone l’elezione diretta del Capo dello stato. Sul piano sociale lavora per la distruzione del sindacato di classe, lo smantellamento del diritto di sciopero, la distruzione del contratto di lavoro e la conseguente ulteriore compressione salariale. Sul piano culturale propone un impasto di clericalismo integralista con il razzismo della lega e la guerra tra i poveri come orizzonte quotidiano. L’azione del governo ha contraddizioni al suo stesso interno ma ha il suo punto di forza nella incapacità dell’opposizione parlamentare di avanzare un’alternativa. Al di là della buona proposta di Franceschini sull’indennità di disoccupazione, la dice lunga sulla situazione il fatto che il piano anticrisi del Pd, messo a punto da Bersani, non contenga il tema della redistribuzione del reddito e si collochi così a destra di Obama.
In questo contesto noi abbiamo lavorato alla ripresa del radicamento sociale del partito, con iniziative di lotta, con la generalizzazione delle iniziative contro il carovita, partecipando al complesso delle mobilitazioni nazionali e locali. Detto questo, il motore di queste mobilitazioni é stato sin ora la Cgil, che ha costruito la spina dorsale dell’opposizione e delle lotte. Si tratta ora di fare un salto di qualità su almeno tre piani. Continua a leggere: salario sociale e lista unitaria

intervista del Corriere a Paolo Ferrero

Il Corriere della Sera intervista il segretario di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero sulla proposta lanciata dal governatore della Puglia Nichi Vendola per la creazione di un’ampia coalizione capace di includere anche l’Udc.

Il suo ex compagno di partito Nichi Vendola vi lancia un appello: per le Europee mettiamo da parte le ragioni di bottega e uniamo tutte le forze di sinistra. Che cosa risponde?
No grazie, non saprei come fare la campagna elettorale per un cartello che tiene insieme socialisti, verdi, comunisti. E’ un guazzabuglio, una scorciatoia per essere eletti. Non vorrei essere offensivo ma rilevo lo scarso profilo politico della proposta di Nichi, che mi pare simile a quella del Pd: alla sconfitta si risponde allargando a destra, si fanno coalizioni fumose, eterogenee, rissose che non sconfiggono nessuno. Un pastrocchio

Dividere la sinistra non significa rischiare di sprecare i voti, visto che c’e’ lo sbarramento?
L’obiettivo è il 5 per cento Continua a leggere: intervista del Corriere a Paolo Ferrero

Paolo Ferrero su testamento biologico

Il parere di Paolo Ferrero su testamento biologico, legge sul fine vita…

PRC-Molfetta

crisi e bassi salari

Vi propongo la lettura di La crisi di un mondo di bassi salari, di Emiliano Brancaccio, pubblicato su Liberazione di oggi, giovedì 19 febbraio 2009.

General motors e Chrysler reclamano 40 miliardi di dollari dall’Amministrazione Obama per non fallire, e proprio al fine di ottenere gli agognati fondi pubblici annunciano quasi 50mila tagli ai posti di lavoro, la più grande ondata di licenziamenti nella storia americana. E’ proprio il caso di dire che viviamo in tempi gattopardeschi, nei quali il liberismo viene messo sotto accusa solo dalla cintola in su. Da un lato viene ormai da più parti invocata la protezione statale di singoli settori produttivi o addirittura il passaggio da mani private a mani pubbliche di pezzi importanti del capitale finanziario e industriale. Ma dall’altro lato non abbiamo assistito al minimo ripensamento riguardo ai processi di erosione dello stato sociale o alla completa soggezione alle leggi del mercato nelle quali versa la grande maggioranza dei lavoratori subordinati. Senza nemmeno accorgercene, siamo insomma piombati nell’epoca dello statalismo liberista , un ossimoro niente affatto rassicurante con il quale saremo costretti a misurarci per un tempo non breve.
Cosa possiamo ragionevolmente attenderci da questa nuova combinazione di attente premure pubbliche verso le esigenze del capitale privato e di sempre più feroce indifferenza verso i destini del lavoro? La risposta più probabile è che ci troveremo di fronte a un clamoroso fallimento politico. Cerchiamo di capire il perché indagando sulle forze reali che alimentano questa crisi. E’ di moda a questo riguardo una interpretazione moralistica del tracollo economico, che individua la causa di tutti i mali nel greed , la famigerata avidità dei banchieri e degli speculatori. Ne ha parlato Obama, e con lui molti altri. Continua a leggere: crisi e bassi salari

A quell'ignorante molfettese

C’è un ragazzotto che qualche anno fa attaccava adesivi dell’estrema destra fascista e oggi, vestendo i panni del commissario politico della sua parte, si lascia andare a commenti irripetibili nei confronti del Capo dello Stato.

A questo ragazzotto molfettese ignorante consiglio l’attenta lettura del messaggio del Capo dello Stato al presidente del Consiglio:

http://www.quirinale.it/Comunicati/Comunicato.asp?id=37893

Roma, 6 febbraio 2009

N o t a

Si rende noto il testo integrale della lettera che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato al Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, precedentemente alla approvazione da parte del Consiglio dei ministri di un decreto legge in relazione al caso Englaro.

“Signor Presidente,

lei certamente comprenderà come io condivida le ansietà sue e del Governo rispetto ad una vicenda dolorosissima sul piano umano e quanto mai delicata sul piano istituzionale.

Io non posso peraltro, nell’esercizio delle mie funzioni, farmi guidare da altro che un esame obiettivo della rispondenza o meno di un provvedimento legislativo di urgenza alle condizioni specifiche prescritte dalla Costituzione e ai principi da essa sanciti.

I temi della disciplina della fine della vita, del testamento biologico e dei trattamenti di alimentazione e di idratazione meccanica sono da tempo all’attenzione dell’opinione pubblica, delle forze politiche e del Parlamento, specialmente da quando sono stati resi particolarmente acuti dal progresso delle tecniche mediche.

Non è un caso se in ragione della loro complessità, dell’incidenza su diritti fondamentali della persona costituzionalmente garantiti e della diversità di posizioni che si sono manifestate, trasversalmente rispetto agli schieramenti politici, non si sia finora pervenuti a decisioni legislative integrative dell’ordinamento giuridico vigente.

Già sotto questo profilo il ricorso al decreto legge – piuttosto che un rinnovato impegno del Parlamento ad adottare con legge ordinaria una disciplina organica – appare soluzione inappropriata. Devo inoltre rilevare che rispetto allo sviluppo della discussione parlamentare non è intervenuto nessun fatto nuovo che possa configurarsi come caso straordinario di necessità ed urgenza ai sensi dell’art. 77 della Costituzione se non l’impulso pur comprensibilmente suscitato dalla pubblicità e drammaticità di un singolo caso. Ma il fondamentale principio della distinzione e del reciproco rispetto tra poteri e organi dello Stato non consente di disattendere la soluzione che per esso è stata individuata da una decisione giudiziaria definitiva sulla base dei principi, anche costituzionali, desumibili dall’ordinamento giuridico vigente.

Decisione definitiva, sotto il profilo dei presupposti di diritto, deve infatti considerarsi, anche un decreto emesso nel corso di un procedimento di volontaria giurisdizione, non ulteriormente impugnabile, che ha avuto ad oggetto contrapposte posizioni di diritto soggettivo e in relazione al quale la Corte di cassazione ha ritenuto ammissibile pronunciarsi a norma dell’articolo 111 della Costituzione: decreto che ha dato applicazione al principio di diritto fissato da una sentenza della Corte di cassazione e che, al pari di questa, non è stato ritenuto invasivo da parte della Corte costituzionale della sfera di competenza del potere legislativo.

Desta inoltre gravi perplessità l’adozione di una disciplina dichiaratamente provvisoria e a tempo indeterminato, delle modalità di tutela di diritti della persona costituzionalmente garantiti dal combinato disposto degli articoli 3, 13 e 32 della Costituzione: disciplina altresì circoscritta alle persone che non siano più in grado di manifestare la propria volontà in ordine ad atti costrittivi di disposizione del loro corpo.
Continua a leggere: A quel molfettese piccolo piccolo

Gianni Porta chiede chiarimenti sugli impianti sportivi a Molfetta

Questo il testo dell’interrogazione presentata al Presidente del Consiglio Comunale:

Con le Delibere di Giunta Comunale n. 350 del 05/08/2004 avente ad oggetto l’“Affidamento in gestione ed uso del palazzetto dello sport di via Giovinazzo alla F.I.Te.T. Nazionale” e n. 498 del 16/12/2004 avente ad oggetto l’“Affidamento in gestione ed uso del Palazzotto dello Sport “Cap.G.Poli” al Consorzio di Associazioni sportive denominato “PALAPOLI”. Approvazione schema di convenzione”:

si affidava alla Federazione Italiana Tennistavolo (F.I.Te.T.) la gestione ed uso, del palazzetto dello sport di via Giovinazzo e alle società “Associazione Sportiva Dilettantistica Pallavolo Molfetta” – “Associazione Dilettantistica Nuova Virtus Molfetta” – Polisportiva Dilettantistica Libertas Molfetta”, in forma associata, la gestione ed uso del “PalaPoli” per la durata di tre anni;

con tali affidamenti non ci sarebbero stati costi di gestione ordinaria a carico del Comune ad eccezione delle spese di manutenzione straordinaria;

all’art. 3 di entrambe le convenzioni si stabilisce che si dovranno utilizzare gli impianti in modo corretto e si dovranno osservare tutte le norme di sicurezza, igiene, nonché le disposizioni di legge ed i regolamenti comunali in materia;

all’art. 5 di entrambe le convenzioni le società affidatarie si impegnano a:
“eseguire l’ordinaria manutenzione dei locali e degli impianti tecnologici, elettrici, idrico sanitario, di illuminazione” (comma a);

“provvedere alla riparazione delle dotazioni deteriorate” (comma b);

“assumersi gli oneri dei consumi relativi al funzionamento dell’impianto (acqua, fogna, elettricità, gas, telefono, pulizia interna ed esterna e manutenzione del verde ecc) e volturare i contatori, sollevando il Comune da qualsiasi responsabilità” (comma e);

mettere l’impianto a disposizione delle proprie società affiliate e dei propri tesserati, nonché degli Enti di promozione sportiva riconosciuti dal C.O.N.I. ed operanti nel territorio per consentire lo svolgimento degli allenamenti e dei campionati delle
discipline esercitate dalle stesse società affidatarie, negli spazi, nelle giornate e nelle fasce orarie prefissati previa applicazione delle tariffe agevolate (stabilite d’intesa con il Comune);

subordinatamente alla disponibilità di date libere nel calendario d’uso per le attività delle discipline esercitate dalle società affidatarie, mettere l’impianto a disposizione delle associazioni praticanti altre discipline sportive riconosciute dal C.O.N.I. per lo svolgimento di eventi agonistici di rilevanza nazionale;

“far approvare preventivamente dal Comune le tariffe per l’uso dell’impianto soggette annualmente a revisione secondo gli indici ISTAT, praticando le quote agevolate e/o le esenzioni a favore delle categorie di utenti indicate dal Comune” (comma l);

con Delibera di Giunta Comunale n. 534 del 30/12/2004 avente ad oggetto l’“atto di indirizzo per la concessione in gestione ed uso del Palazzetto dello Sport di Piazza don Sturzo” si demandava “all’Assessorato allo Sport, per il tramite Dirigente Settore LL.PP e Sport” l’approfondimento e formalizzazione con atto dirigenziale della richiesta avanzata dal presidente
della società sportiva “Hockey Club Molfetta” che chiedeva “gestione ed uso del suddetto Palazzetto dello sport”;

considerato che:
Continua a leggere: Gianni Porta chiede chiarimenti sugli impianti sportivi a Molfetta

Page 2 of 41234