intervista del Corriere a Paolo Ferrero

Di   28/02/2009

Il Corriere della Sera intervista il segretario di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero sulla proposta lanciata dal governatore della Puglia Nichi Vendola per la creazione di un’ampia coalizione capace di includere anche l’Udc.

Il suo ex compagno di partito Nichi Vendola vi lancia un appello: per le Europee mettiamo da parte le ragioni di bottega e uniamo tutte le forze di sinistra. Che cosa risponde?
No grazie, non saprei come fare la campagna elettorale per un cartello che tiene insieme socialisti, verdi, comunisti. E’ un guazzabuglio, una scorciatoia per essere eletti. Non vorrei essere offensivo ma rilevo lo scarso profilo politico della proposta di Nichi, che mi pare simile a quella del Pd: alla sconfitta si risponde allargando a destra, si fanno coalizioni fumose, eterogenee, rissose che non sconfiggono nessuno. Un pastrocchio

Dividere la sinistra non significa rischiare di sprecare i voti, visto che c’e’ lo sbarramento?
L’obiettivo è il 5 per cento

E come pensate di raggiungerlo?
Abbiamo proposto di lavorare per costruire attorno a Rifondazione un progetto di aggregazione di una sinistra alternativa. Non vedo oggi la possibilità di proporre alleanze. Vendola sdogana anche l’Udc. Allargare a Cuffaro e Buttiglione un’alleanza? Sarebbe invotabile

Questo isolamento vale anche per le elezioni amministrative?
A livello locale la tipologia delle decisioni è più ridotta, non si decide sul precariato, sulla guerra o se cambiare la politica economica. Siamo per vedere caso per caso. Se a Torino c’e’ la Tav nel programma, non faremo l’alleanza. Se a Milano il Pd appoggia le ronde, il nostro e’ un no

E a Firenze e Bologna?
A Firenze siamo fuori, per via del piano regolatore. A Bologna si sta aprendo una discussione, se c’e’ discontinuità con la gestione Cofferati si aprono spazi per collaborare

Cosa proponete per le Europee?
Noi abbiamo proposto una lista i cui eletti vadano tutti nel gruppo della sinistra unita, il Gue. Il simbolo sarà quello di Rifondazione, perché, detta un po’ brutalmente, tirare via i simboli del movimento operaio o abbandonare la parola comunismo non è ne’ un obbligo ne’ un’idea utile

E ci sarà anche Diliberto sotto il vostro simbolo?
La lista è aperta a tutti quelli che ci staranno. Avremo candidati del mondo politico e sociale, del movimento sindacale e dei consumatori, del movimento ambientalista. Si parla tanto della Linke o di Besancenot in Francia. Questo e’ il nostro modello

Non rischiate di rinchiudervi nella testimonianza?
Fare opposizione, e ci siamo solo noi con il sindacato di base e la Cgil a farla, non e’ una testimonianza. Il Pci e’ stato all’opposizione tutta la sua vita e ha pesato piu’ di noi al governo

Si capisce l’ambizione, ma le percentuali…
Lo so, e non voglio essere ridicolo. Ma le coalizioni da allargare fino a Cuffaro distruggono qualsiasi possibilità di crescita fino a sinistra

Con l’Udc no, ma con il Pd di Franceschini?
Il Pd non fa opposizione su niente. E’ uguale a quello di Veltroni

E in prospettiva, Bersani?
Le politiche di liberalizzazione le ha fatte anche lui. Vedremo nel concreto. Certo è da apprezzare la proposta per un sistema elettorale alla tedesca, avanzata da D’Alema

PRC-Molfetta


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