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comunicato regionale su inchiesta sanità in Puglia

Dopo le perquisizioni avvenute questa mattina presso le sedi regionali dei partiti del centrosinistra intendiamo precisare  che la questione morale è per noi una irrinunciabile precondizione dell’agire politico. Ribadiamo  il nostro appoggio alla magistratura affinchè faccia chiarezza sui lati oscuri dell’intreccio affari-politica, senza riguardi nei confronti di alcuno. Per quanto attiene alla documentazione richiestaci dalla Procura, non abbiamo  potuto esibirla in quanto in  possesso del vecchio gruppo dirigente pugliese  che, attraverso la nota scissione,

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in prima fila contro il lodo Alfano

di Paolo Ferrero

Questa mattina, con una delegazione del mio partito guidata dal responsabile del Dipartimento Giustizia Giovanni Russo Spena, e assieme a tutte le forze del comitato promotore del referendum contro il lodo Alfano, a partire dall’idv di Antonio di Pietro, abbiamo depositato in Corte di Cassazione oltre un milione di firme raccolte in questi mesi sia in modo autonomo, ai nostri banchetti, che in modo congiunto, al fine di impedire che, attraverso

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Roberto Saviano parla all’università Roma Tre

Ecco il video dell’intervento di Roberto Saviano, autore di Gomorra, alla manifestazione organizzata dagli studenti romani.

dopo la sentenza sulla Diaz

GENOVA 2001. NOI C’ERAVAMO

Noi c’eravamo e abbiamo visto.
Abbiamo visto la violenza inaudita di quelle giornate, la caccia indiscriminata a persone inermi, l’assoluto arbitrio nel gestire l’ordine pubblico. Siamo stati poi costretti a registrare con sconcerto la decisione della magistratura che ha deciso di non procedere nell’accertamento delle responsabilita’ delle forze
dell’ordine per le gravi violenze subite dai manifestanti che parteciparono al grande corteo dei 200 mila del 21 luglio 2001.
Bolzaneto, la scuola Diaz. Assieme ad altri nomi, come Alimonda, Manin, Tolemaide, rimarranno tra le pagine oscure di questo paese.
Abbiamo aspettato sette anni per vedere scritto nero su bianco quello che abbiamo visto e a cui abbiamo assistito, per guardare finalmente in faccia i responsabili di quello scempio.
La sentenza dello scorso 13 novembre sul processo Diaz è un ulteriore insulto alla nostra richiesta di giustizia e trasparenza, alla fiducia che ancora avevamo che la verità potesse finalmente essere sancita.
Per la “macelleria messicana”, così definita dall’allora vicequestore aggiunto della Questura di Roma Michelangelo Fournier, i responsabili si trovano solamente tra la manovalanza di Canterini, allora comandante del I Reparto Mobile di Roma.
Nessun vertice della Polizia è stato incriminato: né Francesco Gratteri, promosso a direttore del dipartimento Anticrimine, già a capo dello Sco; né Gilberto Caldarozzi, promosso a capo del Servizio centrale operativo; né Giovanni Luperi, promosso al vertice del servizio segreto civile, già vicedirettore dell’Ucigos; né Spartaco Mortola, già dirigente della Digos, ora promosso vicequestore aggiunto a Torino. Continua a leggere: dopo la sentenza sulla Diaz

raccolta firme contro la legge Alfano a Molfetta

A Molfetta: Sabato 8 novembre dalle 19 alle 21 a Corso Umberto altezza Galleria Patrioti molfettesi Domenica 10 novembre dalle 11 alle 13 nello stesso posto.

ABROGARE LA LEGGE ALFANO Continua l’attacco sistematico del governo Berlusconi allo stato di diritto. La legge Alfano, infatti, blocca automaticamente tutti iprocessi per le quattro più alte cariche dello stato, durante tutta la durata del mandato: Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio, Presidenti di Camera e Senato. Ma

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il caso delle multe scontate a Molfetta

«A Molfetta la prassi di ridurre le multe c’era già prima del 2005, prima cioè che io svolgessi le funzioni di comandante della polizia municipale. All’amico, al parente le sanzioni venivano ridotte. Le richieste di riduzione provenivano anche da persone che occupavano ruoli istituzionali»: questa la verità raccontata ieri, dinanzi al Tribunale di Trani, dall’ex comandante dei vigili urbani Vincenzo Zaza, ora in pensione, nel corso del processo sull’allegra gestione delle multe.

tratto da:

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Firma contro la Legge Alfano a Molfetta

ABROGARE LA LEGGE ALFANO Continua l’attacco sistematico del governo Berlusconi allo stato di diritto. La legge Alfano, infatti, blocca automaticamente tutti iprocessi per le quattro più alte cariche dello stato, durante tutta la durata del mandato: Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio, Presidenti di Camera e Senato. Ma non basta: è già pronto il Lodo Consolo per estendere l’immunità a tutti i ministri e parlamentari. E’ una norma che non ha eguali in

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