Programma per le elezioni comunali 2008 – Territorio

Di   23/02/2008

TERRITORIO

Riformulazione del Piano delle coste

Aumentare le aree libere e quelle libere attrezzate rispetto a quelle concesse ai privati (al limite parità fra le quote destinate ad aree private e quelle pubbliche attrezzate).

Le tre percentuali (pubblica, libera attrezzata e privata) vanno divise per ambiti omogenei e senza squilibri fra Levante e Ponente (ad es. senza destinare maggiori percentuali di spiaggia pubblica a Ponente, laddove ci sono zone non balneabili e di difficile accesso).

È fondamentale che si provveda nell’immediato, ai fini della libera fruizione delle risorse ambientali, alla revisione della bozza del Piano Comunale delle Coste presentato nella seduta del Consiglio Comunale del 29.11.2003, secondo le indicazioni contenute nella petizione presentata il 21.09.04 all’allora Presidente del Consiglio Comunale, Giuseppe Amato, e suffragata da oltre 2600 firme di sottoscrittori.

Le indicazioni proposte nella predetta petizione popolare sono:

  • rielaborare il piano sulla base di linee guida definite previa ampia concertazione con associazioni e forze sociali (i cui pareri sono già stati in più sedi esplicitati, senza peraltro essere adeguatamente recepiti dagli estensori della bozza di piano);

  • ridefinire le percentuali della destinazione delle spiagge (libere, concedibili a privati, libere attrezzate) sulla base della verifica del numero dei cittadini che frequentano abitualmente le spiagge libere, nonché sulla base di una stima dei futuri fabbisogni;

  • collegare il Piano Comunale delle Coste alla progettazione pianificazione urbanistica esecutiva delle aree destinate allo sviluppo turistico (aree D4), poiché altrimenti ogni possibilità di serio sviluppo turistico verrebbe pregiudicata per sempre;

  • negare il rilascio di nuove concessioni a privati, come pure l’ampliamento di quelle esistenti, lungo la costa di ponente, sottoposta a vincolo faunistico e paesaggistico, se non dopo aver dato definitivamente avvio al processo istitutivo del Parco della Murgia Marina che consentirà di recuperare, tutelare e riqualificare questi territori costieri introducendovi nel contempo nuove attività turistico-ricreativo-balneari compatibili con le precipuità paesaggistiche ed ambientali di quest’area.

Parco di Torre Calderina e Sistema Pulo

Da tempo, ormai, si manifesta la necessità di tutelare la fascia costiera Nord Barese che collega i comuni di Molfetta a Bisceglie e che, per la presenza di corridoi ecologici (e.g. Lama di Santa Croce), è in stretta connessione con l’Alta Murgia. Lo strumento di tutela più opportuno è, senz’altro, un parco intercomunale rispetto al quale l’associazionismo ambientalista ha già avanzato proposte concrete.

Il “Parco Intercomunale della Murgia marina” dovrà essere gestito da un apposito comitato di gestione che dovrà avere una composizione mista pubblico-privato. Di tale soggetto gestionale faranno parte le istituzioni – che dovranno necessariamente assumersi il ruolo di propulsori politici – e rappresentanti delle associazioni. Il Pulo di Molfetta possiede peculiarità uniche sul piano naturalistico, archeologico e culturale meritevoli di essere conservate, studiate e fruite dalla comunità; tuttavia le caratteristiche del bene e l’indispensabile necessità di limitare il numero e la frequenza delle visite, al fine di garantirne la conservazione, non consentono la sua autosufficienza economica. D’altro canto le caratteristiche della dolina ne richiedono una costante sorveglianza e manutenzione. La conservazione del Pulo non può più dipendere dal soffio occasionale di venti politici favorevoli. Si ritiene, dunque, vantaggioso e opportuno prevedere che il Parco del Pulo di Molfetta sia gestito da un soggetto pubblico-privato che a partire dal Pulo, metta a sistema i nodi più significativi dei beni culturali, ambientali e archeologici diffusi sul territorio del Comune di Molfetta e dei comuni limitrofi. Soltanto in tale prospettiva di crescita dei confini virtuali del Parco è possibile intravedere una gestione solida e in attivo, che dia slancio al prezioso patrimonio di beni diffusi sul territorio e che si trasformi in opportunità solide e durature per la comunità locale. Mandato prioritario dell’Ente Parco sarà quello di espandere il territorio del Parco fino a consentirgli di raggiungere una dimensione territoriale e una dotazione di beni tale da renderlo economicamente autosufficiente.

Verde urbano e monitoraggio ambientale

A Molfetta i reati ambientali hanno una rilevanza tutt’altro che trascurabile.

Ogni anno le associazioni ambientaliste segnalano e denunciano alle autorità competenti un numero sempre crescente di abusi che va dal maltrattamento di animali (si pensi alle numerose corse illecite di cavalli che avvengono nella zona ASI o sulla ss16 bis), alla pesca di frodo (ancora troppo alti i casi di pesca e commercializzazione di datteri di mare); dal prelievo e commercializzazione abusiva dell’acqua di falda all’abbandono di rifiuti e scarico incontrollato dei reflui.

Cospicui anche i reati di abusivismo edilizio sulla costa, nell’agro e nel centro abitato. A testimonianza della propensione, mai contrastata, del cittadino molfettese a commettere abusi edilizi è il numero delle istanze di condono edilizio, si ricordino:

-le 1862 istanze di condono edilizio presentate a Molfetta ex lege 47/1985

-le 782 istanze di condono edilizio presentate a Molfetta ex lege 724/1994

Occorre rafforzare la vigilanza sul territorio e, in particolare per il settore edilizio, realizzare un sistema informativo geografico in grado di facilitare l’azione di controllo con apposite rilevazioni aeree periodiche.

Uno degli indici più utilizzati nelle analisi sulla qualità della vita è quello che quantifica il verde urbano: non è più tollerabile un indice come quello della nostra città.

  • E’ opportuno fissare i limiti di una espansione urbana ormai eccessiva e compensare gli indici di zone destinate al verde pubblico, attualmente troppo bassi nella nostra città, predisponendo un ampio parco (dell’estensione di circa 5 ettari) attiguo alla città. Esso sarà il “polmone verde” in grado di garantire la rigenerazione dell’aria che respiriamo e assorbire le emissioni inquinanti provenienti dalle zone produttive o dalle nuove centrali elettriche in fase di allestimento.

  • E’ assolutamente necessario riqualificare e al tempo rendere fruibili soprattutto ai bambini gli unici spazi liberi come il Parco di levante, quello di Ponente e quello di Mezzogiorno, da aprire al pubblico.

Elettrosmog

Devono essere ancora perfezionati, discussi e approvati importanti strumenti per la gestione del problema, quali il regolamento per l’installazione delle antenne e il piano di installazione delle antenne.

E’ necessario un esame ampio e articolato, aperto alla partecipazione dei cittadini, della bozza di Piano fatta predisporre dalla precedente Giunta comunale guidata da Tommaso Minervini, prima di giungere alla discussione e approvazione in Consiglio comunale.

Piano della mobilità sostenibile e piano degli orari: riduzione del traffico

L’evoluzione di questo livello della pianificazione comunale consente sia un decongestionamento della viabilità cittadina sia un abbattimento delle emissioni inquinanti.

Sviluppo di schemi di mobility management, sia per quello che riguarda le zone produttive esterne alla città (Zona Industriale e artigianale), sia per quello che riguarda i nodi della mobilità pendolare (stazione FFSS, capolinea e fermate centrali STP): un piano dei parcheggi che va ad aumentare l’offerta di posti auto con la costruzione di parcheggi interrati, incentiva l’uso dell’auto privata, cosa che andrebbe invece scoraggiata.

Allargamento e vivibilità delle zone pedonali: parcheggi per biciclette, programmazione di iniziative concertate con i commercianti sulla cultura dello shopping. anche a causa della recente espansione dalla città (nuovi quartieri e zona industriale) è necessario ripensare il sistema della mobilità favorendo il trasporto collettivo e rendendo sicura e praticabile la mobilità ciclabile. Alcune esperienze già praticate nel capoluogo possono essere proposte anche a Molfetta: park and ride, bike sharing, car pooling. Incrementare, attraverso la redazione di un piano della mobilità sostenibile, aree pedonali, piste ciclabili protette e Zone a traffico limitato.

(Tratto dal programma per le elezioni comunali 2008 a Molfetta della Sinistra – l’Arcobaleno)


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