Basta con la guerra! Basta con gli armamenti!

Di   17/01/2016

Nell’ambito dell’adesione del PRC alla manifestazione contro la guerra, i compagni e le compagne di Rifondazione Comunista aderenti al percorso No UE No Euro No Nato sostengono convintamente l’idea che bisogna essere contro tutti gli imperialismi ma in primis contro il proprio che si chiama Unione Europea. Il 17 gennaio del 1991 gli USA bombardavano l’Iraq dando inizio alla prima guerra del Golfo, segnando l’inizio della guerra permanente che ancora oggi trascina il mondo in una pericolosa escalation: Siria, Iraq, Libia, Palestina, Ucraina sono i teatri più gravi ma tensioni e conflitti si addensano anche in altre aree del pianeta. La grave crisi economica determina come sbocco obbligato il macabro affare della guerra; allo stesso tempo la guerra è lo strumento di cui le grandi potenze si servono per uscire dalla stessa crisi. Il terrorismo che colpisce l’occidente è la risposta sbagliata ad un problema vero: la colonizzazione occidentale e capitalista del Medio Oriente.

Perché la guerra?
Per spartirsi (e sfruttare) i territori più ricchi di risorse naturali, per controllare le vie di commercio e il mercato delle risorse energetiche.
Cosa comporta la guerra?
• destabilizzazione e ingerenza da parte dell’“Occidente” nei governi di Paesi aggrediti, arretramento democratico, distruzione, barbarie, morte che diventano una potente leva per i fanatismi religiosi;
• emigrazione forzata, principalmente verso gli stessi paesi dell’ “Occidente” aggressore, i quali si avvantaggiano dello sfruttamento di questa forza lavoro a basso costo e ricattabile;
• riesumazione di ideologie razziste e xenofobe, terreno fertile per i populismi di estrema destra, grazie alla compressione salariale prodotta;
• lo stato d’emergenza e di militarizzazione capillare che lo stato di guerra permanente permette di realizzare con una giustificazione mediatica ed “esecutiva”;
• i governi guerrafondai acquistano armamenti, finanziano il loro utilizzo e le manovre belliche e di intelligence, prendendo i soldi dai salari, le pensioni e tagliando i servizi sociali.

Tutto questo si chiama imperialismo. Gli Usa e i paesi dell’Unione europea ne sono i principali attori e il patto criminale della NATO rappresenta il loro braccio armato. All’interno della gabbia dell’Unione europea e della Nato non vi è nessuna possibilità di liberazione per il mondo del lavoro e degli sfruttati.
Contro tutto questo chiediamo il ritiro delle truppe italiane coinvolte nei vari teatri di guerra, la cancellazione dell’acquisto degli F35 e l’uscita dell’Italia dalla NATO.

Testo del volantino distribuito durante le manifestazioni di Roma e Milano del 16 gennaio.


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