Non solo per il contratto nazionale… La grande prova dei lavoratori della grande distribuzione

Di   08/11/2015

12208767_10153159461125373_3149121481083229717_nNelle mobilitazioni dei lavoratori e delle lavoratrici della grande distribuzione la posta in gioco non è solo il contratto nazionale. I lavoratori hanno scioperato contro le pesanti richieste di Federdistribuzione e delle Cooperative, richieste assolutamente inaccebili perché colpiscono pesantemente i salari e i diritti: riduzione delle maggiorazioni domenicali e festive, aumento del divisore orario che diminuisce sensibilmente lo stipendio, differenze salariali che i padroni vogliono introdurre tra nord e sud costituiscono un forte attacco alla dignità di questi lavoratori.

Ma quello che più si percepiva sabato era la rabbia di un settore che conta mezzo milione di lavoratori che non si sentono più tali ma veri e propri schiavi costretti a lavorare secondo i tempi dettati dai padroni e dal profitto e non nel rispetto dei tempi di vita. Lo gridano forte, vogliono lavorare ma vogliono anche poter continuare a condurre una vita dignitosa, vogliono essere in grado di curare i propri affetti e le proprie famiglie.

E sì, perché il gioco si fa sempre più pesante, nella grande distribuzione si è sperimentato da tempo un modello fatto di orari massacranti, contratti part time e retribuzioni misere, un modello che i padroni stanno lentamente riportando in altri settori del mondo del lavoro. E proprio questi lavoratori, tra i primi ad aver vissuto questa situazione, sono tra i primi a denunciare che non si piò continuare a lavorare e vivere in questa maniera.

La scorsa settimana i facchini della logistica, altro settore cavia, avevano lanciato un appello alle lavoratrici e ai lavoratori italiani, oggi i lavoratori della grande distribuzione rispondono presente. E’ fondamentale che queste lotte non rimangano separate ma si uniscano e che altri lavoratori alzino la testa e dicano con forza che in questo paese c’è da ribaltare i rapporti di forza.

Serve urgentemente uno sciopero generale che dia una risposta forte alle contro riforme del lavoro di questo governo, a partire dal Jobs Act, e ai padroni capitanati da Confindustria che pensano di poter disporre come e quando vogliono di milioni di lavoratori. Serve una sinistra capace di ripartire dalle lotte e dai protagonisti di queste lotte, i lavoratori. Quando sei al loro fianco i lavoratori ti riconoscono, è solo nelle lotte che si creano i meccanismi e le alchimie per far rinascere un’organizzazione capace di essere portatrice degli interessi di chi lavora.

Facciamolo diventare caldo questo autunno e che sia l’inizio di una mobilitazione permanente capace di ribaltare in questo paese i rapporti di forza, ridando centralità ai lavoratori e alle lavoratrici di questo paese. Avanti così!


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