dopo il dibattito sulla precarietà

Di   15/03/2010

La precarietà del lavoro e dei diritti al centro del dibattito tenutosi sabato sera organizzato dalla Federazione della Sinistra-Verdi al Corso Umberto e moderato da Diego Colonna. Una serata che, nonostante la temperatura non proprio primaverile, ha visto la partecipazione attenta della cittadinanza e ha consentito di discutere dal vivo di temi che riguardano il vissuto quotidiano delle persone, temi e problemi che in questa campagna elettorale sono spesso confinati sullo sfondo.

Dopo l’inizio di campagna elettorale con Paolo Ferrero un’altra serata di incontro e contatto diretto con gli elettori, occasione anche per presentare e proiettare il video girato dal candidato e visionabile su youtube al seguente link http://www.youtube.com/watch?v=OGKMDczBRZ8.

Dal punto della situazione fatto da Emanuele Porcelli, delegato sindacale della Flai-Cgil dell’azienda Ciccolella, sul tema del lavoro nel settore florovivaistico e sull’andamento del mercato si è passati all’analisi dei tagli operati dal governo nazionale nei settori scuola e università.

Angela Giannelli della segreteria regionale Flc-Cgil ha ricordato come il taglio di 8 mld di euro in tre anni per la scuola pubblica, deciso dal duo Tremonti-Gelmini, non significhi soltanto maggiore precarietà e perdita di posti per 150 mila docenti e assistenti tecnici e amministrativi in tre anni (a partire da quello in corso) ma anche indebolimento della formazione per i futuri cittadini.

Andrea Strippoli, rappresentante degli studenti universitari, ha messo in guardia dai prossimi aumenti di tasse universitarie a carico delle famiglie a causa dei buchi di bilancio dell’Università e dei tagli congiunti dei finanziamenti ministeriali che aprono la strada all’ingresso dei privati nei consigli d’amministrazione e mercificano il sapere.

Ad Onofrio Romano, docente di sociologia dei processi culturali e autore di studi sulla precarietà nelle nuove figure lavorative, il compito di analizzare l’impatto della precarietà sulla coscienza dei lavoratori, sempre meno consapevoli dei loro diritti e delle degradanti condizioni materiali che spesso si cerca di compensare con il consumismo. Non sono mancate critiche al modello di sviluppo liberale, basato sul libero mercato, la riduzione di diritti, la scempio del territorio, da cui a volte anche il centrosinistra non è immune.

Di qui, la necessità di dare forza alla lista della Federazione della Sinistra-Verdi per rilanciare il laboratorio politico pugliese rappresentato da Vendola, senza cedimenti a ideologie “mercantili” ma ripartendo dalle condizioni oggettive di sfruttamento e precarietà che anche e soprattutto la manodopera intellettuale e giovanile vive ancora nelle nostre terre.

Intervento in chiusura di Gianni Porta, candidato al consiglio regionale della lista Federazione della Sinistra-Verdi, che partendo dal racconto della condizione di precarietà che vivono i precari del mondo della scuola ha sottolineato l’importanza del passaggio elettorale regionale.

Con l’attuazione del federalismo alla Regione sono trasferite importanti competenze riguardanti la rete scolastica e la gestione del personale, per cui confermare Vendola significherebbe poter operare a difesa degli organici e contrastare le politiche nazionali di tagli al settore della conoscenza, come già si è iniziato a fare quest’anno con lo stanziamento di 25 milioni di euro per il progetto “Diritti a scuola” che ha consentito di dare un reddito a 1.500 docenti licenziati da Tremonti impegnati in progetti di lotta alla dispersione scolastica e ampliamento dell’offerta formativa.

Sul piano politico più generale, rilanciare l’esperienza del laboratorio pugliese significa rimettere al centro il lavoro, la sua dignità e i “diritti indisponibili” dei lavoratori contro le misure di ulteriore precarizzazione attuate dalla destra, come ad es. il disegno di legge 1167 b approvato pochi giorni fa in Senato che vanifica di fatto le garanzie dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori.

Un intervento, quello di Porta, che ha inteso ribadire il senso più autentico della sinistra: la difesa della Costituzione e del lavoro, senza se e senza ma, senza cadere nell’ipocrisia adulatrice della precarietà travestita da flessibilità.


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