I misteri del nuovo porto di Molfetta

Di   14/04/2009

La notizia di giorni fa in merito alla sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale di Bari, che ha accolto il ricorso proposto dal Ministero per le Infrastrutture contro l’ordinanza con la quale il Sindaco di Molfetta aveva sospeso i lavori di realizzazione della nuova Capitaneria di Porto, ci induce a qualche riflessione doverosa su questa storia così come sulla costruzione del nuovo porto.
Sorvoliamo sul fatto che il TAR non ha ravvisato alcuna “situazione di pericolo effettivo ed eccezionale e imprevedibile per la pubblica incolumità e/o per la sicurezza urbana” e ha bacchettato il Comune di Molfetta per la “colpevole reiterazione delle ordinanze di sospensione in palese spregio all’ordinanza cautelare dello stesso Tar del 3 dicembre 2008”; ma ciò su cui non si può sorvolare è sul fatto che il TAR ha ritenuto doveroso trasmettere tutta la documentazione alla Procura regionale della Corte dei Conti, “ai fini dell’accertamento delle responsabilità amministrativo-contabili ai sensi di legge”, il che vuol dire che la nostra comunità potrebbe essere chiamata a pagare i danni a causa della condotta scriteriata del sindaco sen. Azzollini.
E pensare che lo stesso sen. Azzollini e la sua maggioranza avevano approvato il Piano regolatore del Porto (PRP) con la previsione della nuova Capitaneria esattamente li dove sta sorgendo!
Altro elemento grave su cui non possiamo tacere sono i rilievi del Consiglio dell’Autorità per la Vigilanza sui contratti pubblici di lavori servizi e forniture, un altro ente terzo che ha censurato l’operato del Comune di Molfetta disponendo la trasmissione degli atti relativi alla costruzione del nuovo porto alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica, avendo ritenuto che “la condotta posta in essere dalla Stazione appaltante – il Comune – in ragione delle numerose irregolarità riscontrate (tutte strettamente lesive della corretta e tempestiva esecuzione dell’appalto) reca con ogni probabilità profili di potenziale danno erariale”.
Si tratta della stessa autorità che riteneva non rispettosa la limitazione della concorrenza nell’appalto dei lavori a causa della presenza nel bando di gara di clausole che imponevano, a pena di esclusione, la dimostrazione della disponibilità di draghe di particolarissime caratteristiche esistenti in pochissime unità al mondo.
A questi elementi aggiungiamo che il 2 marzo scorso, con Delibera di Giunta n. 51 avente ad oggetto il “Nuovo Porto Commerciale”, l’Amministrazione comunale dava autorizzazione al Responsabile del Procedimento per la predisposizione, di fatto, di variante al Piano Regolatore Portuale poiché “gli operatori portuali, futuri fruitori del nuovo porto commerciale, hanno fatto richiesta all’Amministrazione comunale, per il tramite del Sindaco, di prevedere una portanza della banchina di Nord Ovest tale da consentire la movimentazione di containers”.
E questa sì che è una novità: il progetto appaltato del porto subirà, probabilmente, una nuova variante che sicuramente comporterà un aumento degli importi dei lavori. E questo sulla base di semplici segnalazioni di operatori portuali e non anche di studi economici a supporto che giustifichino la trasformazione in porto per movimentazione e stoccaggio containers.
Il progetto del porto, da poco tempo approvato e appena appaltato, non va più bene a dimostrazione del fatto, più volte da noi segnalato, che così come concepito il porto voluto dal sen. Azzollini è del tutto inutile, se non a condizione che diventi un porto per il trattamento dei containers, cioè una megastruttura che il contesto ambientale della zona Madonna dei Martiri non può assolutamente consentire.
Quindi delle due l’una: o il senatore si è accorto in ritardo dell’inutilità del suo porto o, perfettamente consapevole da sempre che l’unica idea di porto utile è quella del porto container, sta tentando in corso d’opera di fare quegli interventi progettuali che non gli sarebbero stati consentiti in sede di approvazione del progetto per il loro carattere di pesantissima ricaduta ambientale, visto che un porto container richiede caratteristiche di territorio e di ampiezza di superfici che la zona della Madonna dei Martiri non ha.
Naturalmente a pagare le distrazioni del sindaco o le necessità propagandistiche per la campagna elettorale, che in fase di progettazione non ha avuto neppure il buon senso di interpellare gli operatori del settore, saranno i cittadini, giacché ogni eventuale variante significherà un aumento dei costi dei lavori.
Pensiamo che la misura sia ormai colma: da una parte, il deferimento del Comune di Molfetta da parte del TAR e dell’Autorità di Vigilanza alla Corte dei Conti e addirittura alla Procura della Repubblica; dall’altra, cambiamenti sostanziali in corso d’opera del progetto di cui poco chiare sono le motivazioni e le modalità.
Nell’attesa che la magistratura compia ogni utile indagine in tempi celeri, riteniamo che vi siano sufficienti elementi perché la Regione, ente che ha delegato il Comune nella gestione dell’“affare Porto”, torni a interessarsi di questioni così delicate e a valutare eventualmente se non sia il caso di ritirare la delega alla stazione appaltante ossia al Comune di Molfetta.
Per il resto non rimane che la preoccupazione per come l’amministrazione stia “governando” la nostra città, lì dove le esigenze dei cittadini comuni restano sempre più inascoltate e la condotta politico-amministrativa della maggioranza e del Sindaco rischiano di far pagare ai cittadini un conto ancora più salato.

PRC-Molfetta


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