immigrati ed elezioni europee

Di   04/03/2009

di Stefano Galieni, pubblicato su Liberazione del 4 marzo 2009

I cittadini e le cittadine rumene, sempre al centro dell’attenzione mediatica quando si tratta di fatti di cronaca, spariscono quando si deve ragionare di diritti. Lo stesso dicasi per ogni persona che si ritrova oggi ad aver la residenza in Italia pur provenendo da paesi della Ue e che, solo se è particolarmente informato, fortunato o esperto navigatore informatico, è messo in grado di esercitare un proprio basilare diritto, quello di voto.

Scade infatti il 9 marzo il termine ultimo per poter riempire il modulo che permette l’iscrizione nelle liste elettorali per le elezioni europee. Gli ammessi al voto potranno decidere, iscrivendosi, se votare per una forza politica e i candidati da questa espressa in Italia o, per procura, per i partiti del paese di provenienza. Per le elezioni ammininistrative che riguarderanno migliaia di piccoli e grandi Comuni, si potrà votare sulla base del possesso di un certificato di residenza e il termine ultimo per l’iscrizione nelle liste è di quaranta giorni prima dell’inizio delle operazioni di voto. Non sarà solo elettorato passivo: ci si potrà candidare ed essere eletti anche in qualità di consiglieri comunali ed eventualmente di assessori. Si tratta di centinaia di migliaia di voti: basti pensare che sono almeno settecentomila le donne e gli uomini rumeni (la comunità più numerosa) regolarmente residenti. Senza poi contare chi giunge dalla Polonia, dalla Slovenia, dall’Ungheria, dalla Bulgaria e dalle repubbliche baltiche. Sono chiamati ancora “neo comunitari”: provengono da gran parte dei paesi dell’ex blocco socialista e la loro emigrazione è soprattutto il frutto amaro di una “modernizzazione” forzata nei tempi e nei modi che ha generato miseria e instabilità. Questi cittadini debbono poter circolare, almeno fra i confini di quei paesi che hanno costruito lo “spazio Schengen”, sono preziosi come mano d’opera a costo contenuto e facilmente ricattabile. Contro di loro si costruiscono le ronde, a loro non si affittano alloggi decenti, raramente riescono ad ottenere contratti regolari di lavoro. Però possono votare e allora meglio tenere celato questo limitato potere contrattuale. Reagire ma come? Da una parte invitando tutte e tutti coloro che ci leggono ad attivarsi per garantire l’esercizio di tale diritto, dall’altra invitando l’attuale governo a concedere una proroga rispetto alla scadenza dei termini e a utilizzare il servizio pubblico per permettere ai tanti e alle tante desiderose di iniziare un processo di inclusione partecipata nella vita del Paese, di poterlo fare con la massima consapevolezza. Il modulo per l’iscrizione alle liste per le elezioni europee si scarica da internet al sito: http://europee.interno.it/docu menti/circolare_europee.htm e va portato agli uffici comunali o spedito tramite raccomandata. Per le elezioni am ministrative vanno contattati gli uffici elettorali dei singoli comuni che potranno anche decidere l’ammissione al voto con criteri di maggiore elasticità.


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