Programma per le elezioni comunali 2008 – Attività artigianali e industriali

Di   23/02/2008

ATTIVITA’ ARTIGIANALI E INDUSTRIALI

L’elevato numero di insediamenti non è affatto commisurato alle più indispensabili opere di urbanizzazione e servizi. Tale situazione determina un freno evidente allo sviluppo di attività artigianali, imprenditoriali e commerciali, soprattutto per quelle realtà che non riescono a sopperire autonomamente alle carenze strutturali causate da una pessima gestione dell’amministrazione comunale.

  • E’ opportuno istituire all’interno della zona ASI-PIP una “sportello unico” comunale che si occupi dei rapporti tra le aziende insediate e l’amministrazione pubblica, così da raccogliere in modo più diretto le richieste avanzate dal mondo produttivo e snellire gli iter burocratici. Un ufficio che metta anche in relazione chi è in cerca di lavoro con le richieste presenti in quella realtà, che promuova la formazione dei lavoratori, che attivi corsi per la sicurezza. Uno sportello che, con la presenza di personale specializzato, possa promuovere percorsi di ricerca e innovazione avvalendosi anche delle opportunità finanziarie offerte dal P.O.R.-Puglia 2007-2013 con le necessità di crescita delle imprese.

  • Considerando l’entità di buona parte degli insediamenti produttivi presenti nelle nostre zone ASI-PIP, con al loro interno meno di 15 dipendenti (quindi senza obbligo di rappresentanza sindacale), è necessario individuare la figura di un “rappresentante di zona” tra i lavoratori che faccia controlli mirati per verificare se le aziende rispettano i contratti di lavoro e le misure di sicurezza. Il “rappresentante di zona” deve essere indicato dai lavoratori e assumere l’incarico per un periodo limitato di tempo. In questo senso significativa è l’esperienza sperimentata in Liguria.

  • Contro le forme di precarietà del lavoro, l’Amministrazione comunale dovrà farsi carico di stanziare fondi che facciano da ammortizzatori sociali per quei dipendenti che perdono il lavoro alla scadenza dei contratti.

  • Per favorire le assunzioni di donne da parte delle aziende è necessario dare precedenza nelle graduatorie degli asili nido ai figli delle donne lavoratrici, così come pensare ad un asilo nido nella zona ASI.

  • Attrezzare le zone produttive di mense per operai e dipendenti.

  • L’amministrazione Comunale dovrà dotarsi di un “Piano Energetico Ambientale Comunale” (PEAC), in virtù degli obblighi di legge per quei comuni con una popolazione superiore ai 50mila abitanti, per determinare una quota idonea di produzione energetica in relazione all’impatto che le centrali (anche quelle da fonti rinnovabili) possono avere su tutto il territorio. Tale piano è l’occasione per individuare su scala comunale le possibilità di utilizzare fonti rinnovabili per la produzione di energia concorrendo, su scala locale, al raggiungimento degli obiettivi stabiliti dall’Italia in sede internazionale per la riduzione delle emissioni di CO2. Tale pianificazione, mai realizzata dal Comune di Molfetta, è un’opportunità mancata soprattutto per i nuovi quartieri appena realizzati (come da PRGC), dove l’applicazione di un regolamento edilizio più sostenibile sotto il profilo energetico avrebbe procurato notevoli vantaggi ai neo-residenti. E’ per noi necessario che il nuovo sindaco dia mandato alla redazione del PEAC e che tale piano contenga almeno:

-il bilancio energetico;

-apposite indicazioni sull’utilizzo delle fonti rinnovabili di energia, ad integrazione del regolamento edilizio vigente;

-una prima ed immediata individuazione, corredata da una valutazione tecnico-economica, delle condizioni di fattibilità degli interventi (di cui al comma 7 dell’art. 26 della legge 10/91), finalizzati al soddisfacimento del fabbisogno energetico degli edifici pubblici attraverso il ricorso a fonti rinnovabili di energia;

-l’identificazione degli interventi di recupero edilizio per i quali si sia ravvisata la necessità di adeguamento alla normativa in materia di uso razionale dell’energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia;

-l’identificazione dei possibili interventi per un uso razionale dell’energia e per il ricorso alle fonti rinnovabili nei settori industriale, agricolo, del terziario e dei trasporti;

-la pianificazione di impianti di “microgenerazione” per le utenze interessate alla produzione di calore e di energia elettrica;

-la programmazione di iniziative volte a garantire la conoscenza, la promozione e il coordinamento degli investimenti in campo energetico;

-le misure necessarie per la corretta e completa informazione degli utenti e dei consumatori.

-Istituzione della certificazione energetica degli edifici con possibile rimodulazione dell’aliquota ICI in funzione degli obiettivi di risparmio energetico conseguiti.

Costituzione di una società pubblica che promuova e attivi risorse economiche per la produzione diffusa di energia da fonti rinnovabili. Tale società pubblica potrà occuparsi direttamente della installazione e della manutenzione dei tetti fotovoltaici pubblici e privati stipulando appositi contratti d’uso dei tetti per installare gli impianti. L’utile della società, rinveniente dalla vendita dell’energia prodotta al gestore unico, potrà essere utilizzato per ridurre la pressione fiscale nei confronti dei soggetti che concedono la disponibilità del proprio “tetto”.

Definizione di protocolli d’intesa con istituti di credito per attivare programmi di finanziamento agevolato per i cittadini e le imprese che intendano dotarsi di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili. L’obiettivo dovrà essere quello di promuovere un finanziamento agevolato tale che l’utente possa ripianare il debito attraverso il risparmio conseguito.

(Tratto dal programma per le elezioni comunali 2008 a Molfetta della Sinistra – l’Arcobaleno)


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