10 febbraio. Perché noi ricordiamo tutto

Di   07/02/2016

10 febbraio MolfettaLa “Giornata del Ricordo”, istituita il 10 febbraio 2004 dal governo Berlusconi per celebrare le vittime delle foibe, si pone come contraltare alla universale Giornata della Memoria, mettendo in un unico calderone vicende diverse e sviluppatesi in tempi, luoghi e modalità differenti come l’infoibamento e l’esodo e cercando di ricostruire la storia ridando fiato al nazionalismo fascista sconfitto.
Ma, al di là di chi è stato protagonista attivo o passivo di queste vicende, il “Ricordo” istituito dalla legge è piuttosto selettivo…
Il 10 febbraio, giorno della firma del trattato di pace tra Italia e Jugoslavia, viene presentato da chi ha voluto quella legge nel 2004 come “Ricordo” della “mutilazione dell’Istria e della Dalmazia” evitando di parlare della guerra d’aggressione imperialista condotta da fascisti e nazisti in territorio jugoslavo, con la creazione di campi di concentramento tanto in territorio jugoslavo, quanto tedesco e italiano, da cui sono passati centinaia di migliaia di slavi, ebrei e oppositori politici.
Evitando anche di parlare della italianizzazione forzata attuata dal fascismo durante vent’anni in quelle terre.
Ecco spiegate le medaglie commemorative di questi anni assegnate a presunti o reali infoibati, in ogni caso in massima parte facenti già parte di organizzazioni amministrative o militari naziste o fasciste: si vogliono riabilitare gli sconfitti della Seconda guerra mondiale, i “bravi ragazzi di Salò”, quelli che hanno collaborato con le milizie fasciste e naziste, che avrebbero la stessa dignità dei partigiani morti per liberare il territorio italiano dall’oppressione fascista e dall’occupazione nazista.
Ebbene no, noi ricordiamo tutto, ricordiamo che ci sono stati italiani che hanno combattuto dalla parte giusta della libertà e dell’uguaglianza e altri che hanno difeso le leggi razziali e attuato i campi di sterminio. Non accettiamo queste equiparazioni dirette e indirette, esplicite e implicite.
Continueremo a difendere il carattere antifascista della Repubblica nata dalla Resistenza, denunciando e respingendo con forza ogni tentativo privo di reale fondamento volto a riscrivere la storia.


Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.