Documento politico del congresso cittadino di Rifondazione Comunista

Di   26/11/2013

Manifesto congresso 2013Il congresso del Prc non può evitare di tracciare un bilancio a partire dallo scenario di crisi sistemica del capitalismo che investe in particolar modo il nostro paese e la sua collocazione europea.
La crisi iniziata nel 2007 per sovrapproduzione e disuguaglianze tra le classi ha visto il trasferimento dei debiti dalle banche private ai bilanci pubblici lasciando passare l’ idea che abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità e ora dobbiamo rinunciare ulteriormente ai diritti conquistati in decenni di lotte. Ma è proprio continuando su questa strada di compressione dei diritti e dei salari generali che il capitalismo si condanna a nuova crisi perché non può mettere in discussione le proprie basi. Ma la crisi, anche se sistematica, non implica automaticamente il crollo del sistema se non c’è alternativa e proposta di un nuovo orizzonte che metta a tema la redistribuzione della ricchezza e la democrazia anche in campo economico e sulle grandi scelte di direzione della società.
E’ urgente che tale prospettiva si rafforzi in Europa e nel nostra paese attraverso un polo di sinistra alternativa che dia voce ai popoli, ai lavoratori, ai giovani schiacciati dalla austerità.
Mentre in altri paesi europei questa prospettiva è rappresentata da forze di sinistra robuste, in Italia usciamo da un ciclo di sconfitte e arretramenti e oggi tocca a noi ricostruire le condizioni di attualità e riequilibrare rapporti di forza sfavorevoli alle classi popolari che sono ancora attratte dal Pd e da movimenti personalizzati.
Lavorare alla costruzione di un polo alla sinistra del Pd è la precondizione di una ripresa generale dei movimenti sociali, nonostante il freno rappresentato dalle organizzazioni sindacali concertative. Ovviamente senza ricostruire radicamento e forza del Prc questo polo e’ impensabile, ma altrettanto impensabile è ripetere gli errori di linea politica e ambiguità commessi dal Prc da Chianciano in poi. Dichiaravamo di ripartire in basso da sinistra ma nella realta’ concreta cercavamo di rientrare per le vie brevi in parlamento senza rimetterci a lavoro per tornare a essere partito radicato e iinervato nenela società. Le ultime scelte elettorali hanno detto che bisogna mettersi pancia a terra per costruire una credibilità e presenza nel paese, per questo denunciamo i limiti e l’inadeguatezza di un dibattito interno al gruppo dirigente nazionale che spesso non recepisce indicazioni utili dal lavoro di base svolto nei circoli che ancora riescono a stare in campo, non riesce a uscire dalle logiche correntizie sterili e che ci rendono subalterni al centrosinistra, sia quando ci dichiaramo alternativi, sia quando ragioniamo eventualmente di accordi.
Gli eventi ultimi della politica amministrativa a Molfetta ci dicono che è possibile resistere e produrre anche piccoli avanzamenti, non solo elettorali. Siamo riusciti a correre da soli al primo turno e non essere sconfitti e poi a spostare in maniera decisiva gli equilibri politici della città e a influenzare, direttamente e indirettamente, il discorso pubblico e la piattaforma programmatica del centrosinistra. Si tratta di passare dalla propaganda ai fatti, non limitandosi a riparare i guasti di dodici anni di centrodestra, consapevoli che non siamo in giunta, ma abbiamo importanti spazi istituzionali per incidere.
Ovviamente la priorità strategica e quotidiana va data al lavoro di radicamento sul territorio e dotazione di strutture e canali collaterali che assicurino una presenza più robusta e permanente: deve essere questa nostra risposta all’ antipartitismo, alla poltica personalistica, alla mancanza di tempi lunghi, ai partiti che diventano clan e allo schiacciamento dei partiti sulla dimensione istituzionale. Un partito comunista capace di costruire società, di produrre senso comune e sviluppare un disegno complessivo, un’autorevolezza nella direzione di marcia e nelle scelte fondamentali come quelle di ogni giorno. Rifondazione Comunista è stata in questo ventennio berlusconiano una spina conficcata nel fianco del centrosinistra e contemporaneamente anima dei movimenti, si è battuta in direzione ostinata e contraria contro l’ omologazione neoliberale.
Per queste ragioni riaffermiamo l’ imprescindibilità del Prc e la sua funzione attiva nella realtà, consapevoli che le analisi fatte in questi anni abbiano avuto riscontro, ma che ora si tratta di costruire e rafforzare le condizioni per un cambiamento radicale degli assetti sociali, economici e politici del paese.

Molfetta, 16 novembre 2013


Un commento il “Documento politico del congresso cittadino di Rifondazione Comunista

  1. Pingback: Attivo di circolo sulle politiche europee | Rifondazione Comunista Molfetta

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.