Archivi

il Porto che verrà

Non so quali siano le “belle letture” del Sindaco Senatore Azzollini e del suo fidato amico a capo del “futuro” nuovo porto di Molfetta…
Evidentemente per dormire sonni tranquilli non dovrebbe leggere il dossier sull’ultimo numero dell’Espresso ( che si può trovare anche online )

Ayaz Erkan, trentaduenne marinaio turco, da più di un mese è in Italia. O meglio di fronte all’Italia, nel porto di Civitavecchia, dove la sua Nesibe è bloccata. È una nave di media stazza, proprietario turco e bandiera cambogiana. Abbandonata dall’armatore, che ha mollato nave ed equipaggio dopo una piccola avaria e non ha pagato neanche il soccorso. Dimenticata dall’industriale che aveva ordinato il carico, tremilacinquecento tonnellate di cemento bianco: nessuno corre a reclamarlo. Affidata alle cure del comandante Ayaz e dei nove uomini dell’equipaggio, prigionieri a bordo. Non sono i soli, di questi tempi. Sparse tra i porti italiani ci sono undici navi abbandonate, carico e ciurma compresi. Vittime del grande gelo dell’economia e dei commerci. Che dai settori più esposti e marginali, come quello della turca Nesibe, si è via via allargato fino a colpire il cuore e il simbolo della globalizzazione: il traffico dei container, le scatole che hanno cambiato il mondo. E che adesso pagano il prezzo della sua crisi: noli crollati, rotte cancellate, giganti dei mari parcheggiati nei porti, scatole vuote nei depositi. Continua a leggere: il Porto che verrà