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	<title>Rifondazione Comunista Molfetta &#187; ambiente</title>
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	<description>Partito della Rifondazione Comunista Molfetta circolo "Palestina Libera"</description>
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		<title>sull&#8217;avviso pubblico per l&#8217;assegnazione di aree nella nuova zona Pip di Molfetta</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 08:24:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Di seguito il testo del comunicato stampa: Sulla nuova zona PIP, l&#8217;Amministrazione comunale di Molfetta dimostra ancora una volta la sua testardaggine in un braccio di ferro che rischia di costare caro alla comunità. Abbiamo già denunciato mesi fa come &#8230; <a href="http://www.rifondazionemolfetta.info/2009/11/19/sullavviso-pubblico-per-lassegnazione-di-aree-nella-nuova-zona-pip-di-molfetta/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di seguito il testo del comunicato stampa:</p>
<blockquote><p>Sulla nuova zona PIP, l&#8217;Amministrazione comunale di Molfetta dimostra ancora una volta la sua testardaggine in un braccio di ferro che rischia di costare caro alla comunità.<br />
Abbiamo già denunciato mesi fa come il nuovo Piano degli insediamenti produttivi non tenesse conto delle perimetrazioni prodotte dall&#8217;Autorità di Bacino, un ente indipendente, che individuano aree ad alta pericolosità idraulica nella zona in cui dovrebbe sorgere la nuova zona artigianale e le due torri alte 100 metri per le strutture di servizio.<br />
Rispetto alle perimetrazioni, il Comune – come in altre vicende della recente storia amministrativa – ha deciso di presentare ricorso al Tribunale Superiore della Acque contro l&#8217;Autorità di Bacino. Ma quel che riteniamo inconcepibile è che il Comune abbia scelto di andare avanti nella realizzazione del Pip senza aspettare nemmeno la pronuncia del Tribunale a cui si è rivolto per il ricorso.<br />
Infatti, con la Determina Dirigenziale del Settore Territorio n. 145 del 17 settembre 2009 è stato approvato l&#8217;avviso pubblico per l&#8217;assegnazione dei lotti alle imprese. Tale avviso del 23 settembre prevede, entro tre mesi dalla sua data di scadenza, l&#8217;assegnazione definitiva dei lotti alle imprese assegnatarie secondo i requisiti contenuti nel bando pubblico.<br />
Ci chiediamo e chiediamo all&#8217;Amministrazione come sia possibile produrre un atto del genere sulla base della Delibera n. 34 del 10 aprile 2008 del Commissario Straordinario, il quale evidentemente a conoscenza delle divergenze tra Ufficio Territorio e Autorità di Bacino, approvò il nuovo Pip precisando che la deliberazione sarebbe stata “inviata all’Autorità di Bacino per la Puglia per il contestuale parere e, in tal senso, acquisterà efficacia con l’emanazione del parere positivo” di quest&#8217;ultima. Ad oggi non ci risulta che questo parere positivo sia giunto, per questo riteniamo illegittima la condotta dell&#8217;Amministrazione, oltre che viziata da motivazioni elettorali.<br />
Infatti, si procede con il Pip, indicendo avvisi pubblici per assegnare i terreni e candidando la mega opera ai fondi POR 2007-2013 (per reperire i fondi per le urbanizzazioni primarie cioè strade, marciapiedi e altre opere) per poi dipingere la Regione e le altre Istituzioni come ostacolo allo sviluppo locale, come già fatto nella assemblea pubblica risoltasi in farsa nello scorso luglio.<br />
Rispetto a tutto ciò ci dichiariamo contrari non solo per i problemi che potrebbero insorgere rispetto alle assegnazioni con un avviso pubblico più che discutibile, ma anche per il metodo adottato che strumentalizza questioni serie come la tutela idrogeologica del territorio e ne fa oggetto di ricorsi e promesse elettorali.</p></blockquote>
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		<title>Lame e PIP. Storia in tre atti&#8230;</title>
		<link>http://www.rifondazionemolfetta.info/2009/05/31/lame-e-pip-storia-in-tre-atti/</link>
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		<pubDate>Sun, 31 May 2009 07:37:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Porta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8230;di un conflitto istituzionale Cliccare il link seguente per la versione pdf da stampare: Dossier_Lame_Pip_29_05_2009. Atto primo ALCUNE PREMESSE 1.1 COSA SONO I PIP? I Piani Insediamenti Produttivi (PIP) sono piani di iniziativa pubblica attuativi del Piano Regolatore Generale e &#8230; <a href="http://www.rifondazionemolfetta.info/2009/05/31/lame-e-pip-storia-in-tre-atti/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;di un conflitto istituzionale</p>
<p>Cliccare il link seguente per la versione pdf da stampare: <span style="color: #ff0000;"><strong><a href="http://www.rifondazionemolfetta.info/wp-content/uploads/2009/05/Dossier_Lame_Pip_29_05_2009.pdf">Dossier_Lame_Pip_29_05_2009</a></strong></span>.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Atto primo</span><br />
ALCUNE PREMESSE<br />
1.1 COSA SONO I PIP?<br />
I Piani Insediamenti Produttivi (PIP) sono piani di iniziativa pubblica attuativi del Piano Regolatore Generale e sono progettati per accogliere attività di vario tipo (artigianali, industriali, commerciali e turistiche). Le aree su cui sorgono i fabbricati sono espropriate dal Comune e successivamente ricedute agli operatori.<br />
La storia dei PIP nella nostra città inizia nel 1976 quando viene approvato con<br />
Delibera di Consiglio Comunale n. 284 del 27/03/1976 il Piano particolareggiato per Zona Artigianale e piccola Industria per 50 aziende, detto anche &#8216;Prima Zona<br />
Artigianale&#8217;.<br />
Dopo un ventennio con Delibera di Consiglio Comunale n. 48 del 12/03/1998 vi è un primo ampliamento del PIP detto anche &#8216;PIP in ampliamento alla Zona Artigianale&#8217; che registra già interessanti osservazioni di privati e associazioni ambientaliste in ordine ad aspetti ambientali, economici e di tutela del territorio agricolo.<br />
Nel frattempo nel 2000 arriva il primo tentativo sistematico di conoscenza delle lame presenti nel territorio di Molfetta grazie a uno studio del Dipartimento di<br />
Archietettura e Urbanistica del Politecnico di Bari, su incarico del Comune con atto di convenzione del 04/07/2000, che focalizza lo studio principalmente su tre lame convenzionalmente chiamate:<br />
- lama Nord (un sistema che comprende Lama dell&#8217;Aglio, Canale Savorelli, Canale<br />
Boscarello, Lama Calamita, Lama Marcinase);<br />
- lama Centro (un sistema che comprende Lama Cupa, detta Lama Martina in località Prima cala);<br />
- lama Sud (un sistema che comprende Lama Cascione e lama Reddito).<br />
Tuttavia prosegue incessantemente l&#8217;espansione delle zone produttive a danno del territorio agricolo molfettese, infatti, con Delibera di Consiglio Comunale n. 107 del 18/04/2002 viene approvato il PIP relativo all&#8217;area residua ex zona Boaria del Piano Regolatore “Pane”, in parole povere si procede al secondo ampliamento PIP per 62 aziende. Anche in questo caso sono presentate osservazioni da parte di privati, a testimonianza che per atti di questo tipo la presentazione di rilievi e anche di critiche è la normalità fisiologica, mentre patologico è l&#8217;atteggiamento di quanti ritengono che i cittadini, come singoli e in gruppi organizzati, quando fanno le loro osservazioni causano solo perdite di tempo ai manovratori delle amministrazioni di turno.<br />
Non contenta della recente approvazione del secondo ampliamento, l&#8217;Amministrazione dell&#8217;epoca procede con Delibera di Consiglio Comunale n. 41 del 26/06/2003 a una variante al Piano Regolatore Generale Comunale per l&#8217;ampliamento delle Aree da destinare ad Insediamenti, in parole povere si dà mandato agli uffici di mettere appunto un nuovo PIP, ovvero quello denominato “Terzo PIP”, dopo il PIP del 1976, il primo ampliamento del 1998 e il secondo ampliamento del 2002.</p>
<p>1.2 COSA SONO LE LAME?<br />
Prima di procedere con la narrazione delle vicende relative ai PIP è necessario<br />
soffermarsi sulla nozione di “lame”. Che cosa sono? Perché tanta attenzione al tema in relazione ad atti di programmazione del territorio?<br />
Secondo la definizione dello studio del Politecnico del 2000 a p. 6: “le lame costiere sono delle incisioni dal fondo piatto e dai fianchi sub-verticali, giungono fino al mare seguendo un percorso pressoché perpendicolare alla linea di costa; localmente mostrano brusche variazioni di direzione o andamento meandriforme. Nel fondo delle lame sono presenti &#8216;depositi alluvionali&#8217; costituiti da materiale terroso-argilloso e da ciottoli calcarei”.<br />
Non si tratta di semplici e superficiali erosioni o solchi del territorio da poter riempire a piacimento ma di “condutture” naturali che consentono – nel caso di Molfetta – il regolare deflusso a mare delle acque naturali provenienti da altri Comuni (del bacino murgiano e sub-murgiano) a seguito di precipitazioni.<br />
Se alle volte la loro continuità verso il mare sembra interrotta ciò non può essere<br />
letto come un&#8217;interruzione permanente della loro continuità idraulica, perchè<br />
l&#8217;esperienza dice che, quando si verificano deflussi di piena, si ripristina il percorso della lama. In parole povere, la lama è un corso d&#8217;acqua “estinto” che in caso di piena può tranquillamente tornare a riempirsi per tornare a svolgere la sua antica funzione: portare le acque a mare. Quindi la logica vorrebbe che non siano ostruite per evitare che i deflussi invadano altre zone e creino problemi e danni alle infrastrutture, a cose ma soprattutto a persone.<br />
Tant&#8217;è che l&#8217;art. 3.08.1 delle Norme Tecniche di Attuazione del PUTT/P (Piano<br />
Urbanistico Territoriale Tematico del &#8216;Paesaggio e beni ambientali&#8217;) stabilisce che per i &#8216;corsi d&#8217;acqua&#8217;, si può senza alcun dubbio riconoscere che le lame vi rientrano a pieno titolo, in quanto “solchi di impluvio che presentano un tracciato e una conformazione trasversale relativamente stabili”.</p>
<p>1.3 LA TUTELA DELLE LAME<br />
Ci sono, dunque, vincoli di legge che riguardano le lame e che impongono restrizioni all&#8217;edificabilità di certe zone o addirittura il vincolo di inedificabilità.<br />
Ad es. la Legge regionale n. 30 dell&#8217;11/05/1990 vieta ogni modificazione dell&#8217;assetto del territorio nonché qualsiasi opera edilizia nei territori compresi nella fascia di 200 metri dal piede degli argini di fiumi, torrenti e corsi d&#8217;acqua, e dal ciglio più elevato sulle gravine o lame.<br />
A volte il fatto che i caratteri di queste lame non siano molto pronunciati non riduce il rischio ma lo aggrava proprio per la sottovalutazione del fenomeno.<br />
Ogni regione per legge ha dovuto dotarsi di un Piano di Bacino Idrografico. La Legge n. 267 del 1998 ha autorizzato le Regioni ad adottare i Piani Stralcio di Bacino per individuare le aree a rischio idrogeologico e perimetrare le aree da sottoporre a &#8216;misure di salvaguardia&#8217;, e particolarmente a &#8216;misure urgenti&#8217;. I Piani Stralcio sono piani straordinari la cui urgenza si è imposta necessariamente dopo quanto successo a Sarno in Campania nel 1998.<br />
Intanto già con la Deliberazione della Giunta Regionale del 27/10/1999, n. 1492, [BURP n. 110 del 10/11/1999] con cui fu approvato il &#8216;Piano straordinario di interventi urgenti&#8217;, si procedette all&#8217;elencazione dei comuni in cui insistevano aree a rischio idraulico molto elevato, classificato come R4. Tra questi comuni vi era Molfetta, segnalata come località soggetta ad eventi alluvionali. Quindi non da ora l&#8217;intero territorio di Molfetta risulta “area a rischio idrogeologico molto elevato” e sempre in questa delibera si dice che “in molti casi, qualora il passaggio di una lama in un&#8217;area urbanizzata non sia tenuto in conto, l&#8217;intervento antropico è responsabile di una forte crescita del rischio idraulico di piena. In particolare può essere l&#8217;eccessiva impermeabilizzazione a diventare la responsabile dell&#8217;evento di piena”.<br />
Inizia, dunque, a livello regionale dopo il 1998-99 l&#8217;iter per la redazione del Piano di Bacino – Stralcio Assetto Idrogeologico (PAI) che viene approvato con Delibera n. 39 del 30/11/2005 [pubblicato su G.U. n. 8 dell'11/01/2006] dal Comitato Istituzionale dell&#8217;Autorità di Bacino della Puglia.<br />
Cosa è questo ente? La Legge n. 183 del 18/05//1989 sulla Difesa del Suolo ha<br />
previsto l&#8217;Autorita&#8217; di Bacino che persegue il governo unitario e integrato dei bacini idrografici e delle risorse a essi collegate, indirizza, coordina e controlla le attività conoscitive di pianificazione, di programmazione e di attuazione per i singoli bacini idrografici regionali.<br />
Con questo attore istituzionale è entrato in conflitto di vedute il Comune di Molfetta e, in particolare l&#8217;ufficio del Settore Territorio, a partire dalla redazione del PAI (Piano di Assetto Idrogeologico).</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Atto Secondo</span><br />
IL BRACCIO DI FERRO TRA COMUNE E AUTORITA&#8217; DI BACINO<br />
Alla luce dei precedenti chiarimenti introduttivi sui PIP, sulle lame, sull&#8217;Autorità di<br />
Bacino va inquadrata l&#8217;analisi del nuovo Piano degli Insediamenti Produttivi e la sua relazione con il territorio e le lame.<br />
Perchè questa contesa? Perchè la redazione del PAI, con i suoi studi aggiornati, le sue perimetrazioni e relative cartografie con l&#8217;individuazione delle aree ad alte, media e bassa pericolosità idraulica che riguardano il territorio di Molfetta si incrocia con l&#8217;approvazione del terzo PIP.<br />
Infatti, dopo il PIP del 1976, il primo ampliamento del 1998 e il secondo ampliamento del 2002 e dopo il mandato a redigere un terzo PIP deciso in Consiglio Comunale nel 2003, il 10/04/2008 con Delibera n. 34 del Commissario Straordinario si conclude l&#8217;iter del “PIP della Zona Artigianale in ampliamento. Modifica ed integrazione delibere C.C. nn. 234/76, 48/98, 11/01 e 107/02. Presa d&#8217;atto mancanza osservazioni. Approvazione definitiva”. In parole povere il Commissario Straordinario approva il terzo PIP, che era stato adottato curiosamente – gioverà ricordarlo – con Delibera di Consiglio Comunale n. 14 l&#8217;11/02/2008 cioè nell&#8217;ultima seduta utile prima che il Sindaco Azzollini si dimettesse per potersi nuovamente presentare sia al Senato che alla carica di Sindaco. Forse la fretta e il trambusto della campagna elettorale alle porte fanno i gattini ciechi&#8230;<br />
Dove sorge il problema? Dal fatto che in tale delibera commissariale è scritto a chiare lettere all&#8217;ultimo paragrafo che “La presente deliberazione, con gli elaborati<br />
progettuali, ai sensi dell’art.4, comma 5°, delle N.T.A. del PAI, verrà inviata<br />
all’Autorità di Bacino per la Puglia per il contestuale parere e, in tal senso, acquisterà efficacia con l’emanazione del parere positivo.”<br />
Ad oggi non risulta che l&#8217;Autorità di Bacino abbia mai emanato pare positivo per il<br />
terzo PIP, che quindi rimane assolutamente inefficace, e non attuabile, nel mentre l&#8217;Amministrazione canta le lodi di questo progetto mirabolante.<br />
Perché l&#8217;Autorità di Bacino non ha emanato questo parere positivo? La risposta a<br />
questa domanda coincide con la storia del braccio di ferro degli ultimi tre anni e che merita di essere un po&#8217; approfondita, per arrivare alle polemiche degli ultimi giorni.</p>
<p>FIG. 1 Il progetto a “L” del terzo PIP a est dell&#8217;attuale zona artigianale</p>
<p>2.1 GUERRA DI CARTE E SOPRALLUOGHI<br />
Il 3 marzo 2006 l&#8217;Autorità di Bacino scrive al Comune per comunicare l&#8217;esigenza di un sopralluogo al fine di valutare il rischio idraulico in riferimento alle lame presenti nel territorio di Molfetta. Richiede inoltre lo studio del Politecnico e relativa cartografia, consegnate dal Comune il 24 aprile 2006. La richiesta di sopralluogo congiunto viene ribadita il 5 maggio 2006 al Comune al fine di meglio dettagliare lo stato dei luoghi anche alla luce delle nuove edificazioni realizzate e stante la sussistenza di evidenti situazioni di pericolosità idraulica da imputare alla presenza di alcune lame all&#8217;interno del territorio di Molfetta come messo in evidenza dallo studio del Politecnico.<br />
Il 28 giugno 2006 l&#8217;Autorità trasmette al Comune la cartografia della nuova<br />
perimetrazione delle aree ad Alta Pericolosità Idraulica, come da Delibera del<br />
Comitato Istituzionale del 29/06/2006. Il Comune risponde il 1° agosto 2006 con una relazione e delle osservazioni del geologo Dott. Mancini il quale, per conto del<br />
Comune, afferma che lo studio del Politecnico del 2000 “è stato redatto da persone autigene, estranee al complicato contesto geologico-strutturale-idrogeologico ed idraulico del territorio di Molfetta, su cui qualcosa può spendere chi opera ininterrottamente da oltre un venticinquennio sul territorio” (p. 4) e chiede “Quali condizioni sono cambiate, variate nel territorio comunale dall&#8217;approvazione del PAI avvenuto in data 30.11.2005 ad oggi? Nuovi studi non ci sono, atteso che lo studio idrogeologico effettuato dal DAU è datato 2000. Al momento, vista la ristrettezza dei tempi a disposizione, è stato possibile redarre la seguente nota, eventualmente l&#8217;Amministrazione Comunale di Molfetta è pronta a sedersi a un tavolo di concertazione e/o ad una conferenza di servizi ed è altresì pronta a redigere uno studio di compatibilità idraulica di tutte le aree inserite nella cartografia allegata al PAI e definite come aree ad elevato rischio idraulico”. (p. 11).<br />
Insomma, alle nuove cartografie elaborate dall&#8217;Autorità di Bacino il Comune risponde che è molto più affidabile la parola di chi è “indigeno” e si interessa da anni del territorio molfettese (lasciando intendere però che lo studio del Politecnico redatto da altri “autigeni” comunque continua ad andare bene). In ultimo il Comune si dichiara pronto a collaborare redigendo uno studio di compatibilità idraulica delle aree definite dall&#8217;Autorità ad elevato rischio idraulico. Di questi studi, ad oggi, l&#8217;Autorità non risulta essere stata messa al corrente.<br />
In ogni caso, il 5 settembre 2006 l&#8217;Autorità convoca un tavolo tecnico con la presenza<br />
del Comune e dell&#8217;ASI proprio a seguito delle osservazioni del 1° agosto. Nell&#8217;incontro<br />
tecnico del 20 novembre 2006, finalizzato all&#8217;aggiornamento delle perimetrazioni PAI<br />
inerenti le aree a rischio idrogeologico del Comune di Molfetta, i tecnici<br />
rappresentanti del Comune chiedono una revisione delle aree attualmente perimetrate<br />
nel territorio di loro competenza. I tecnici dell&#8217;AdB, invece, chiedono la disponibilità<br />
di ulteriori aspetti conoscitivi. I rappresentanti del Comune si rendono disponibili ad<br />
effettuare rilievi di dettaglio al fine di procedere con successivi studi di carattere<br />
idrologico e idraulico, chiedono inoltre che venga effettuato un sopralluogo congiunto.<br />
Il 15 febbraio 2007 il Comune consegna i rilievi di dettaglio all&#8217;Autorità di Bacino la<br />
quale richiede l&#8217;11 aprile 2007 un nuovo incontro per insufficienza dei rilievi<br />
presentati ai fini di una corretta analisi del rischio idraulico del territorio comunale. A<br />
ciò segue da parte del Comune nel settembre 2007 la trasmissione della cartografia<br />
numerica aerofotogrammetrica e tavole delle sezioni del territorio.<br />
2.2 TUTTO PROCEDE TRANQUILLAMENTE. O QUASI<br />
Nel frattempo l&#8217;iter del terzo PIP procede come se dietro le quinte non si stesse<br />
verificando nulla. Infatti, come già detto, l&#8217;11 febbraio 2008 l&#8217;Amministrazione porta<br />
nell&#8217;ultima seduta di Consiglio Comunale della prima sindacatura Azzollini la Delibera<br />
n. 14 con cui adotta il Progetto del Piano degli Insediamenti Produttivi così come<br />
predisposto dal Dirigente del Settore Territorio.<br />
Singolarmente il Comune di Molfetta risulta assente all&#8217;incontro tecnico (non politico,<br />
per cui almeno un dirigente avrebbe potuto esserci) per il Piano Metropolitano<br />
Strategico Terra di Bari del 12 febbraio 2008 convocato dall&#8217;Autorità di Bacino, in cui<br />
viene stralciato il reticolo idrografico del Comune di Molfetta.<br />
Evidentemente qualcosa si sta preparando, infatti, il 26 febbraio 2008 il Settore<br />
Territorio del Comune di Molfetta invia all&#8217;Autorità delle corpose osservazioni sulla<br />
condivisione cartografica delle direzioni principali di deflusso delle acque superficiali<br />
del territorio, in cui il Dirigente Ing. Altomare afferma che:<br />
- “Il Comune di Molfetta in tal senso ha avviato da tempo studi di compatibilità<br />
idrologica e idraulica mirati alla verifica della sussistenza delle condizioni di<br />
sicurezza idraulica”;<br />
- “Gli studi effettuati dai nostri uffici o da tecnici da noi incaricati sono avvalorati da<br />
una base cartografica dettagliata e aggiornata [...] Non si conosce invece nel<br />
dettaglio la base sulla quale la Vostra Autorità ha effettuato gli studi di cui<br />
all&#8217;oggetto”;<br />
- dallo studio del Politecnico del 2000 “non si rileva alcun riferimento ad un corso<br />
d&#8217;acqua posto ad est dell&#8217;attuale zona artigianale e immediatamente prossimo ad<br />
essa, sfociante come lama Marcinase presso Cala San Giacomo;”<br />
- “Studi effettuati da tecnici del Comune evidenziano una scarsa se non trascurabile<br />
rilevanza idraulica di quella che impropriamente è stata definita lama, cioè lama<br />
Pip”.<br />
Quindi è arrivato il momento in cui il responsabile dell&#8217;Ufficio Territorio risponde in<br />
prima persona all&#8217;Autorità di Bacino, evidentemente ritenendo insufficiente la<br />
relazione geologica presentata precedentemente nell&#8217;agosto 2006.<br />
Si passa dai toni concertativi e interlocutori dei mesi precedenti alla critica degli studi<br />
compiuti dall&#8217;Autorità di Bacino, un&#8217;istituzione specializzata preposta a questo tipo di<br />
rilievi. Si contesta l&#8217;esistenza di corsi d&#8217;acqua a est dell&#8217;attuale zona artigianale<br />
(quella attualmente insediata) e si rileva una scarsa rilevanza della lama Pip come è<br />
stata definita dall&#8217;Autorità di Bacino. Si tratta di uno snodo decisivo, il Comune nella<br />
persona dell&#8217;Ing. Altomare afferma la trascurabile rilevanza idraulica di quella zona su<br />
cui si andrà a insediare il terzo PIP adottato una decina di giorni prima. Si è arrivati al<br />
dunque del confronto tra Comune e Autorità.<br />
Conseguentemente alla sua analisi, il responsabile del Settore Territorio del Comune<br />
propone all&#8217;Autorità di Bacino l&#8217;“Esclusione delle aree confinanti ad est con la zona<br />
artigianale da deflussi superficiali di rilevante importanza ai fini dell&#8217;assetto idraulico<br />
del territorio”. Infine afferma che, “Alla luce della situazione compromessa a ridosso<br />
delle aree industriale e artigianale di Molfetta, il comune, come peraltro già<br />
confermato nell&#8217;ambito di incontri informali con i Vostri consulenti, ha già avviato<br />
studi volti alla individuazione di eventuali opere di protezione o mitigazione del<br />
rischio idraulico, impegnandosi già nell&#8217;ambito di singoli interventi come il Piano degli<br />
Insediamenti Produttivi a trovare soluzioni adeguate. Questa amministrazione si<br />
riserva dunque di fornire tali proposte affinché se ne discuta a breve.” Siamo curiosi<br />
di sapere ad oggi quali interventi abbia previsto, individuato, elaborato il nostro<br />
Settore Territorio, dal momento che tali interventi non sembrano essere la priorità di<br />
questa Amministrazione.<br />
2.3 L&#8217;INIZIO DEL DIBATTITO PUBBLICO<br />
Nel mese seguente vi è un verbale di sopralluogo dell&#8217;Autorità di Bacino del 28 marzo<br />
2008 con rilievi fotografici in cui risulta che “è stata esaminata la Lama Scorbeto che<br />
passa in adiacenza alla zona industriale. Nel tratto esaminato detta lama, a differenza<br />
della Marcinase, non presenta una morfologia estremamente pronunciata, tuttavia è<br />
abbastanza evidente l&#8217;impluvio che costituisce l&#8217;asse del percorso idraulico che<br />
un&#8217;eventuale piena seguirebbe”.<br />
Ancora una volta emerge una differente valutazione da parte dell&#8217;Autorità di Bacino in<br />
ordine alle zona adiacente alla zona artigianale, mentre pochi giorni dopo, il 10 aprile<br />
2008, il Commissario Straordinario delibera l&#8217;approvazione definitiva del terzo PIP con<br />
quella decisiva prescrizione finale.<br />
Anche la stampa inizia a parlare del nuovo PIP approvato, dei kmq da edificare e<br />
infrastrutturare, del numero e delle dimensioni degli insediamenti. Insieme alle lodi<br />
più o meno sperticate per questo nuovo grande progetto di trasformazione del<br />
territorio molfettese sorgono però da più parti le prime perplessità a cui l&#8217;Ing.<br />
Altomare prontamente risponde a mezzo stampa, riprendendo la linea sostenuta nelle<br />
osservazioni del 26 febbraio 2008.<br />
Ci sono però toni diversi da quelli utilizzati negli scambi ufficiali con l&#8217;Autorità di<br />
Bacino, infatti, in pubblico si afferma che:<br />
- l&#8217;analisi da parte del Settore Territorio è avvenuta di concerto con l&#8217;Autorità per<br />
adeguare il PRGC al PAI;<br />
- che c&#8217;è stato uno scambio continuo tra Comune e Autorità negli ultimi 2 anni;<br />
- si è tenuto conto dello Studio del Politecnico del 2000;<br />
- la lama Scorbeto – a est della attuale zona artigianale PIP – è una formazione<br />
minore e non sarebbe interessata da precipitazioni straordinarie.<br />
Nel mese di luglio 2008 viene prodotta anche un&#8217;interrogazione consiliare regionale<br />
all&#8217;indirizzo dell&#8217;Assessore regionale Barbanente per porre la questione<br />
dell&#8217;incompatibilità del nuovo PIP con l&#8217;assetto del territorio e delle lame. Il 15<br />
dicembre 2008 il Circolo della Legambiente di Molfetta chiede di “sospendere<br />
qualunque decisione e di interrompere qualunque procedura che interessi<br />
l&#8217;ampliamento PIP ed il piano di recupero abitativo in zona lama Pulo”.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Atto terzo</span><br />
GLI ULTIMI SVILUPPI<br />
3.1 L&#8217;INSOFFERENZA DEL SETTORE TERRITORIO<br />
Il Comune di Molfetta il 21 gennaio 2009 trasmette all&#8217;Autorità di Bacino il verbale di<br />
sopralluogo del 1° ottobre 2008 in cui il Dirigente del Settore Territorio conferma “le<br />
perplessità già espresse in sede di sopralluogo”. Inoltre, viene affermato dal<br />
Dirigente: “Evitando di avventurarci in dispute tecnico-scientifiche – dal risultato<br />
peraltro incerto – Le ribadisco le nove osservazioni inviate all&#8217;Autorità di Bacino della<br />
Puglia il 26/2/2008 comprensive delle cinque proposte di integrazione per le quali – le<br />
une e le altre – attendiamo ancora riscontro”.<br />
Sembra quasi essere diventata una questione d&#8217;onore questo braccio di ferro sulle<br />
lame e sul PIP, su questo Piano Particolareggiato degli Insediamenti Produttivi, per<br />
cui la Determina del Settore Territorio n. 18 del 10/02/2009 ha previsto la liquidazione del saldo degli incentivi, per una spesa complessiva di € 109.388,67.<br />
Il 24 febbraio 2009 intanto arriva la risposta dell’Assessore regionale Barbanente<br />
all’interrogazione del Consigliere Regionale De Santis. In tale risposta è scritto che<br />
“si è invitata l’Amm.ne Com.le di Molfetta […] ad operare accertamenti e verifiche,<br />
con riferimento specifico al puntuale recepimento delle vincolanti norme e<br />
disposizioni della citata Autorità di Bacino, ed a fornire successiva comunicazione in<br />
merito. Quanto innanzi è stato richiesto al Comune di Molfetta con nota del Servizio<br />
Urbanistica prot. 1280 del 05/02/2009, restando in attesa di urgente riscontro ed<br />
allegando inoltre – ad ogni buon fine – copia dell’esposto pervenuto. Ad oggi non è<br />
pervenuta risposta da parte del predetto Comune. Circa inoltre gli ulteriori contenuti<br />
dell’interrogazione, afferenti alle verifiche di sicurezza del sito e alla eventuale<br />
realizzazione di opere di protezione, si precisa che trattasi di aspetti non rientranti<br />
nell’ambito di competenza dell’Assessorato riferente. Si fa riserva di fornire ulteriori<br />
notizie in esito a quanto innanzi rappresentato”.<br />
Circa un mese dopo, il 5 marzo 2009, il Dirigente Settore Territorio del Comune di<br />
Molfetta risponde al Dott. Nicola Giordano, Dirigente del Servizio Urbanistica della<br />
Regione, in merito all&#8217;esposto della Legambiente del dicembre 2008, sostenendo che<br />
si tratta di “un grossolano errore di Legambiente”, poiché l&#8217;associazione “ha confuso<br />
le situazioni territoriali facendo traslare di quasi un chilometro la Lama Marcinase dal<br />
suo sito fino all&#8217;area interessata dall&#8217;ampliamento PIP”, pertanto l&#8217;esposto “si fonda<br />
su imprecise quanto superficiali informazioni dell&#8217;associazione esponente, che,<br />
comunque, concorrono a distrarre tempo agli uffici regionali e comunali già<br />
sufficientemente oberati di lavoro”.<br />
Sembra che le osservazioni dei cittadini, gli esposti delle associazioni portatrici di<br />
interessi diffusi e generali siano percepite come disturbo e fonte di perdita di tempo<br />
da parte di autorevoli dirigenti della struttura comunale. Rispetto a questo<br />
atteggiamento da censurare ci si aspetterebbe delle prese di posizioni politiche da<br />
parte dell&#8217;Amministrazione. Seppur ci fossero delle imprecisioni tecnico-formali nei<br />
rilievi fatti da cittadini e associazioni, questi spesso sollevano aspetti critici che<br />
dovrebbero essere tenuti in conto dagli amministratori. E in questo caso gli elementi<br />
di criticità abbondano non poco ma, a dire il vero, anche le imprecisioni formali degli<br />
uffici comunali finanche nella compilazione degli atti di deliberazione.<br />
Infatti nella Delibera del Commissario Straordinario n. 34 del 10/04/2008 di<br />
approvazione del terzo PIP, nell&#8217;oggetto vi è il riferimento alla Delibera di Consiglio<br />
Comunale n. 234/1976.<br />
Ebbene, tale delibera – la n. 234 dell&#8217;08/03/1976 – ha come oggetto la “Liquidazione<br />
lavoro straordinario all&#8217;usciere di Gabinetto, sig. Caputo Mauro, per assistenza sedute<br />
Giunta dal 1° gennaio al 31 luglio 1975. Ratifica delib. di G.M. n. 285 del<br />
25/02/1976”. Cosa c&#8217;entri tutto ciò con il PIP non si sa (magari già a quell&#8217;epoca<br />
qualcuno, Legambiente o altri distraevano tempo agli uffici). Forse il riferimento<br />
corretto potrebbe essere alla Delibera di Consiglio Comunale n. 284 del 27/03/1976,<br />
“Piano particolareggiato per Zona Artigianale e piccola Industria”. Invitiamo il<br />
Dirigente a controllare in puro spirito di collaborazione.<br />
Ancora, sempre nella delibera di approvazione del PIP n. 34/2008 la premessa inizia<br />
facendo riferimento alla “deliberazione del Consiglio Comunale n. 14 in data<br />
19.03.2007”, ebbene tale delibera ha come oggetto la “Presa d’atto cessazione della<br />
supplenza di un Consigliere Comunale”. Cosa c&#8217;entri tutto ciò con il PIP ancora non si<br />
sa, ma forse qualcuno insisteva nel distrarre gli uffici o forse ci si distraeva in quel<br />
“lontano” aprile 2008 con la campagna elettorale in corso.<br />
Questi rilievi ci spingono a chiedere formalmente il controllo dei riferimenti di tutte le<br />
delibere contenute nella delibera di approvazione del terzo PIP e l&#8217;eventuale<br />
correzione degli errori ove vi fossero, nonché conseguentemente la ripubblicazione<br />
all&#8217;Albo della delibera emendata degli eventuali errori formali.<br />
3.2 IL VERDETTO DELL&#8217;AUTORITA&#8217; DI BACINO<br />
Infatti, una lunga serie di reprimende sono contenute nella nota del 10 marzo 2009<br />
dell&#8217;Autorità di Bacino indirizzata al Comune avente ad oggetto la “Revisione delle<br />
perimetrazioni delle aree a pericolosità idraulica”. Con questo documento si rigettano<br />
“le osservazioni e/o le proposte integrative avanzate dal comune di Molfetta con nota<br />
prot. 11666 del 26/02/2008” e si afferma che:<br />
- “Nell&#8217;ambito delle proprie attività istituzionali, avvalendosi anche delle<br />
informazioni topografiche rese disponibili da codesta Amministrazione Comunale,<br />
l&#8217;Autorità di Bacino della Puglia ha completato approfonditi studi geomorfologici,<br />
idrologici ed idraulici sul territorio di Molfetta [i cui risultati sono allegati alla<br />
presente nota] che hanno consentito di ampliare e perfezionare il quadro di<br />
conoscenze e di informazioni necessarie alla definizione ed individuazione delle<br />
situazioni di pericolosità idraulica presenti sul territorio [...]” che “[...]<br />
evidenziano uno scenario complessivo di dissesto idraulico diffuso, imputabile, per<br />
lo più, ad una disattenta politica di urbanizzazione del territorio”;<br />
- la nota del Comune del 26/02/2008 “contiene per lo più considerazioni generiche<br />
prive di alcun contenuto tecnico oltre a valutazioni soggettive probabilmente<br />
derivate da una superficiale lettura e/o da una inadeguata capacità interpretativa<br />
di documenti e/o studi sul tema che sono, già da anni, nella disponibilità di Codesta<br />
Amministrazione Comunale.”;<br />
- “non è mai stato trasmesso da parte dell&#8217;Amministrazione Comunale di Molfetta a<br />
questa Autorità di Bacino alcuno studio tecnicamente idoneo a definire, seppur<br />
qualitativamente, aspetti e problematiche inerenti il rischio idrogeologico del<br />
territorio.”;<br />
- l&#8217;approccio procedurale degli studi dell&#8217;Autorità “è stato utilizzato per la definizione<br />
delle linee principali di deflusso presenti sull&#8217;intero territorio di competenza<br />
dell&#8217;Autorità di Bacino ed ha avuto e continua ad avere ampio riscontro e<br />
condivisione da parte delle Amministrazioni locali.”;<br />
- “La situazione morfologica a monte dell&#8217;attuale zona artigianale è stata oggetto di<br />
un esame attento e dettagliato da parte di questa Autorità” e i risultati evidenziano<br />
“la presenza di un ruscellamento diffuso delle acque che, a valle della strada<br />
Parieti, in corrispondenza di eventi di piena caratterizzati da valori di frequenza di<br />
interesse per questa Autorità (uguale o maggiore di 30 anni), assumono due<br />
direzioni principali: una prima, in sinistra idraulica, che si sviluppa in direzione<br />
Nord, intercetta l&#8217;azienda Muscard e confluisce nella lama Scorbeto, con un<br />
tracciato che affianca il rilevato della zona industriale (ex Strada Vicinale<br />
Scorbeto)”;<br />
- vi sono molte “situazioni di criticità idraulica presenti sul territorio comunale (vedi<br />
intersezione della lama Marcinase con una viabilità al servizio della area PIP e<br />
della lama Martina Cupa con via Berlinguer), per le quali oggi si adombra<br />
l&#8217;esistenza di studi di dettaglio in itinere e di soluzioni già prospettate a questa<br />
Autorità”;<br />
- “l&#8217;urbanizzazione indiscriminata che ha caratterizzato, negli ultimi anni, il territorio<br />
comunale di Molfetta, senza che si sia tenuto in alcun conto il tracciato naturale dei<br />
deflussi idrici che si attiverebbero al verificarsi di eventi estremi di precipitazione,<br />
non elimina la pericolosità idraulica, anzi ne esalta le problematiche di rischio. In<br />
merito ai contenuti delle osservazioni prodotte, si osserva che tali scelte, poco<br />
accorte alla corretta gestione del territorio e già ampiamente stigmatizzate nello<br />
studio del Politecnico di Bari, non possono certo esere utilizzate quale elemento<br />
giustificativo o peggio quale contributo alla mitigazione del rischio, bensì<br />
impongono una attenta riflessione e l&#8217;immediata presa di coscienza da parte degli<br />
Amministratori Comunali. Nello specifico, come risulta evidente dagli studi<br />
trasmessi da questa Autorità di Bacino al Comune di Molfetta, proprio la lama<br />
Marcinase, sbarrata dalla presenza di un rilevato in corrispondenza della zona PIP,<br />
rappresenta una delle situazioni di maggior rischio, per la quale si auspica<br />
l&#8217;adozione di opportuni interventidi mitigazione o il ripristino delle condizioni di<br />
libero deflusso delle acque.”;<br />
- l&#8217;ADB “ritiene di aver istituzionalmente adempiuto ad ogni compito e di aver<br />
esaurito ogni approfondimento tecnico sul tema per cui, al fine di tutelare la<br />
pubblica incolumità, darà avvio alle procedure istituzionalmente previste dalle<br />
norme vigenti per l&#8217;aggiornamento della cartografia delle aree del territorio<br />
comunale di Molfetta disciplinate a diverso titolo dal Piano stralcio di bacino per<br />
l&#8217;Assetto Idrogeologico (PAI) vigente, in conformità a quanto riportato nella<br />
documentazione cartografica in allegato alla presente.”;<br />
- “Questa Autorità, nell&#8217;auspicare una rapida condivisione da parte di codesta<br />
Amministrazione dei risultati derivanti dall&#8217;approfondimento tecnico condotto,<br />
rappresenta all&#8217;Amministrazione Comunale che, essendo ufficialmente informata in<br />
merito al rischio idrogeologicopresente sul territorio comunale, nelle more della<br />
formalizzazione del provvedimento di approvazione dello studio in oggetto, di tale<br />
informazione dovrà tenere debito conto per ogni aspetto e/o valutazione connessa<br />
al tema della pianificazione urbanistica e territoriale delle aree interessate, nonché all&#8217;interno di qualsivoglia processo autorizzativo propedeutico alla<br />
costruzione di manufatti pubblici e/o privati”.<br />
Se ancora non bastasse, dopo poco più di un mese, arriva la Deliberazione del<br />
Comitato Istituzionale dell&#8217;Autorità di Bacino della Puglia n. 11 del 20 aprile 2009,<br />
avente ad oggetto le “Procedure di integrazioni e modifiche del PAI (art. 24, commi 2,<br />
3 e 4, delle norme tecniche) – Comune di Molfetta (BA)”. Con tale atto l&#8217;AdB ha<br />
deliberato “di approvare la modifica della perimetrazione delle aree del territorio<br />
comunale di Molfetta comprese fra l&#8217;autostrada A14 e la costa, consistente nella<br />
modifica di alcune aree ad Alta Pericolosità Idraulica (AP) e nell&#8217;inserimento di nuove<br />
aree ad Alta (AP), Media (MP) e Bassa (BP) Pericolosità Idraulica, come indicato nella<br />
planimetria in allegato” e da tale delibera, con allegata cartografia, risulta che:<br />
- “l&#8217;Amministrazione Comunale di Molfetta non ha prodotto la richiesta condivisione<br />
delle perimetrazioni rinvenienti dallo studio condotto dalla Segreteria Tecnica<br />
dell&#8217;Autorità di Bacino della Puglia”;<br />
- invece “il Consorzio ASI di Bari ha condiviso le perimetrazioni rinvenienti dagli<br />
studi della Segreteria Tecnica Operativa di questa Autorità, in relazione alle aree<br />
di loro competenza, e ha proposto interventi di mitigazione del rischio”;<br />
- tra le aree ad alta pericolosità idraulica, tra le altre, è inclusa la zona ad est<br />
dell&#8217;attuale zona artigianale in cui dovrebbero sorgere i futuri insediamenti<br />
produttivi del terzo PIP come da Delibera del Commissario Straordinario n. 34 del<br />
10/04/2008.</p>
<p>FIG. 2 Le perimetrazioni dell&#8217;Autorità di Bacino</p>
<p>3.3 LA RISPOSTA PUBBLICA DEL COMUNE DI MOLFETTA<br />
A fronte di queste determinazioni il 23 aprile 2009 è stata presentata un&#8217;interpellanza<br />
consiliare a firma del consigliere comunale Porta che attende ancora risposta, e ciò<br />
mentre l&#8217;8 maggio 2009 con un comunicato stampa pubblicato sul sito istituzionale del<br />
Comune il Dirigente del Settore Territorio interviene per chiarire la questione della<br />
“cosiddetta lama minore “Scorbeto”.<br />
Ancora una volta, non riportando né facendo menzione alcuna delle determinazioni<br />
dell&#8217;Autorità di Bacino di marzo e aprile, il Dirigente afferma che:<br />
- “1) E’ stato avviato da parte del Settore uno studio complessivo della situazione<br />
idrogeologica del territorio molfettese, che interessa tutte le lame di Molfetta; tali<br />
analisi sono condotte in concerto con l’Autorità di Bacino della Puglia con<br />
l’obiettivo di un imminente adeguamento del PRGC al PAI nell’ambito della più<br />
urgente procedura di Adeguamento del PRGC al PUTT/p facendo così fronte al<br />
ritardo accumulato dalle amministrazioni precedenti al sindacato Azzollini.”;<br />
- “2) Nel rispetto di quanto detto prima vi è stato negli ultimi due anni un continuo<br />
scambio di informazioni ed analisi tra l’autorità comunale e le preposte autorità<br />
regionali al fine di risolvere tutte le problematiche del nostro territorio.”;<br />
- “4) Nella redazione del progetto del P.I.P. si è tenuto conto dello studio, redatto<br />
su incarico del Comune di Molfetta, dal Politecnico di Bari nel 2000 e allegato al<br />
P.R.G.C.. In esso non è menzionata la lama “Scorbeto” mentre è segnalata la lama<br />
“Pulo”.<br />
- “5) I redattori dello studio suddetto sono, tra l’altro, gli stessi attuali responsabili<br />
dell’Autorità di Bacino che, a meno di clamorosi ripensamenti, non hanno<br />
disconosciuto il lavoro fatto sulla scorta dei rilievi più accurati che il Comune di<br />
Molfetta ha ultimamente fornito (gratuitamente) loro.”;<br />
- “6) Nell’ambito del PIP sono state effettuate, opportunamente concordandole con<br />
l’Autorità di Bacino della Puglia, le analisi di compatibilità idrologica &#8211; idraulica<br />
così come prescritto agli art. 6, 10 e 36 delle NTA del PAI sulla base della più<br />
aggiornata cartografia commissionata alla Geotec di Matera e consegnata qualche<br />
mese fa. Quella che altri non competenti presentano è “giurassica” in confronto alla<br />
nostra aggiornatissima documentazione!”;<br />
- “7) Sono stati effettuati rilievi di dettaglio delle aree maggiormente critiche del<br />
territorio, comprese quelle prossime alla zona artigianale, sulla base dei quali<br />
sono state effettuate tutte le analisi. Tali rilievi sono stati inoltrati all’Autorità di<br />
Bacino che sta procedendo ad ulteriori verifiche del caso.”;<br />
- “8) Sulla base di questi rilievi sono state condotte le verifiche descritte nella<br />
relazione tecnica allegata al Piano che, se richiesto, avrei volentieri spiegato a chi,<br />
nuova Cassandra locale, non ha le capacità intellettive per comprenderle.”;<br />
- “9) [...] La lama “Scorbeto” attraversa la vicinale Fondo Favale, l’azienda Muscard<br />
(funghi) e la parte inferiore del P.I.P. ma rappresenta ormai una formazione minore,<br />
che ha perso le caratteristiche che la classificherebbero a tutti gli effetti come<br />
lama, in quanto del suo alveo originario ne rimane solo un tratto oltre a presentare<br />
un bacino di confluenza di modestissima entità.”;<br />
- “Conclusioni. Il Piano per gli Insediamenti Produttivi approvato dal Comune di<br />
Molfetta è il più avanzato piano che un comune della Regione ha mai prodotto<br />
negli ultimi anni, per l’impianto urbanistico e tipologico, per la normativa e per gli<br />
interventi ambientali sull’aria, sull’acqua e sull’energia rinnovabile”.</p>
<p>OSSERVAZIONI CONCLUSIVE<br />
Intanto l&#8217;Autorità descrive “uno scenario complessivo di dissesto idraulico diffuso,<br />
imputabile, per lo più, ad una disattenta politica di urbanizzazione del territorio” non<br />
certo imputabile a una amministrazione in particolare.<br />
Singolare che un&#8217;Autorità specializzata, e preposta a questo tipo di studi, che non<br />
registra analoghe contestazioni da parte di altre amministrazioni, addirittura neanche<br />
dal Consorzio ASI che invece ha condiviso le perimetrazioni proposte, sia contestata<br />
solo dal Comune di Molfetta. Si tratta per caso di un ennesimo caso di conflitto tra<br />
istituzioni? Dopo la vicenda del ricorso perso al Consiglio di Stato sull&#8217;art. 37 dello<br />
Statuto Comunale (per la presenza di una donna in Giunta); dopo l&#8217;invio degli atti alla<br />
Corte dei Conti da parte del Tar sulle ordinanze (rigettate) di sospensione dei lavori<br />
di costruzione della nuova capitaneria; dopo il Consiglio dell&#8217;Autorità per la Vigilanza<br />
sui contratti pubblici che ha censurato il Comune sulla costruzione del nuovo porto<br />
inviando gli atti alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica, adesso è la volta<br />
dell&#8217;Autorità di Bacino. Povera Amministrazione comunale di Molfetta “perseguitata”<br />
da questi altri poteri, forse il Sindaco li ritiene inutili, controproducenti, pletorici così<br />
come il Presidente del Consiglio considera il Parlamento.<br />
L&#8217;atteggiamento approssimativo e arrogante dell&#8217;amministrazione Azzollini,<br />
indisponibile sempre e comunque all&#8217;ascolto della città, delle controparti politiche e –<br />
cosa ancora più grave – anche di altre istituzioni e poteri, continua a procurare danni<br />
alla collettività.<br />
Intanto ad oggi “non è mai stato trasmesso da parte dell&#8217;Amministrazione Comunale di<br />
Molfetta [...] alcuno studio tecnicamente idoneo a definire, seppur qualitativamente,<br />
aspetti e problematiche inerenti il rischio idrogeologico del territorio.” Altro che studi<br />
di dettagli, piani e proposte operative del Comune di cui parla Altomare, magari in<br />
concerto con la stessa Autorità.<br />
A conferma che non si tratta di accanimento irrazionale contro il terzo PIP, l&#8217;Autorità<br />
sottolinea altre “situazioni di criticità idraulica presenti sul territorio comunale (vedi<br />
intersezione della lama Marcinase con una viabilità al servizio della area PIP e della<br />
lama Martina Cupa con via Berlinguer)”. Piuttosto il Dirigente è sicuro che le<br />
perimetrazioni aggiornate del PAI non interessino anche comparti edilizi di recente<br />
assegnazione e/o edificazione? Ha proceduto a fare controlli in tal senso? Assegnatari,<br />
futuri inqulini, imprese costruttrici (come come le imprese che volessero insediarsi<br />
nel terzo PIP) ritengono di essere al sicuro e di non avere alcun problema?<br />
La si vuol finire di utilizzare lo studio del Politecnico del 2000 come pezza d&#8217;appoggio<br />
per giustificare il terzo PIP giochicchiando sul fatto che siccome gli autori dello studio<br />
del 2000 fanno oggi parte dell&#8217;Autorità di Bacino, a quale loro studio dare retta?<br />
Sembra un inutile diversivo per evitare di dare risposte nel merito della questione.<br />
Ovviamente ci sembra difficile, stando così le cose, che il Comune possa ottenere il<br />
parere positivo dell&#8217;Autorità di Bacino, previsto dalla Delibera Commissariale n. 34,<br />
affinché il terzo PIP acquisti efficacia, dal momento che la futura zona di espansione<br />
risulta interessata dalla presenza di lame. Per questi motivi risulta francamente<br />
incredibile che il responsabile del Settore Territorio nei suoi comunicati stampa<br />
continui a parlare di analisi condotte in concerto con l&#8217;Autorità (quando invece ha<br />
prodotto osservazioni di altro tenore all&#8217;indirizzo di questo Ente), di “continuo<br />
scambio di informazioni” (dal momento che forse il tempo dello scambio di<br />
informazioni e analisi sembra essere scaduto il 20 aprile).<br />
Risulta inoltre inspiegabile il riferimento alla cartografia che altri “non competenti<br />
presentano”, che sarebbe a suo avviso “giurassica in confronto alla nostra<br />
aggiornatissima documentazione!”. A chi si riferisce? All&#8217;Autorità di Bacino? Di che<br />
parla? Può provare a rispondere alle interpellanze consiliari che giacciono da mesi,<br />
anziché apostrofare le associazioni ambientaliste che rendono volontariamente e<br />
senza compensi (ordinari e straordinari) un servigio alla comunità?<br />
Invece di dispensare bacchettate a destra e a manca, anche nei confronti della<br />
tempestività delle informative degli uffici regionali, vuol rendersi conto che il nuovo<br />
PIP, sebbene sia un progetto “avanzato dal punto di vista dell’impianto urbanistico e<br />
tipologico, per la normativa e per gli interventi ambientali sull’aria, sull’acqua e<br />
sull’energia rinnovabile” va ad impattare in una zona ad alto rischio idraulico e in un<br />
contesto già fortemente pregiudicato?<br />
Può provare ad immaginare il Dirigente, e il Sindaco che lo ha nominato, che lo<br />
sviluppo di una comunità non coincida necessariamente con l&#8217;espansione che consuma<br />
territorio e non rispetta le lame? Da decenni si pensa allo sviluppo economico come<br />
consumo di territorio e risorse naturali. Chi e quando farà un bilancio di cosa hanno<br />
portato a Molfetta, in termini di miglioramento della qualità della vita, l&#8217;insediamento<br />
massiccio di attività commerciali della grande distribuzione, industriali e artigianali?<br />
Continuare a produrre di più, a consumare di più, anche se in modi più “garbati” non<br />
significa automaticamente avere progresso civile. Il “più” indica sempre l&#8217;idea di<br />
crescita indefinita. È il modello del “più”, della crescita indefinita che sta facendo<br />
collassare il mondo globale e i territori che abitiamo (e spesso sfregiamo)<br />
quotidianamente. Anziché crescere di più e in maniera più sostenibile bisognerebbe<br />
quanto prima iniziare a pensare ed agire in termini di “meno”, in altre parole in<br />
termini di decrescita. Rinunciare all&#8217;attuazione del PIP può essere un inizio oltre che<br />
un atto necessario e doveroso. Una richiesta ineludibile che ci sentiamo di avanziare<br />
all&#8217;Amministrazione e alla città.<br />
Maggio 2009<br />
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		<title>conferenza stampa su lame e PIP venerdì 29 maggio</title>
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		<pubDate>Fri, 29 May 2009 06:19:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[pianificazione]]></category>
		<category><![CDATA[rischio]]></category>

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		<description><![CDATA[Con questo lavoro intendiamo assolvere al compito di opposizione puntuale che prova ad evidenziare le mancanze del potere che oggi ci amministra. Un potere che ipoteca il futuro del nostro territorio incurante di delicati equilibri idrogeologici. Un potere che ancora &#8230; <a href="http://www.rifondazionemolfetta.info/2009/05/29/conferenza-stampa-su-lame-e-pip-venerdi-29-maggio/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con questo lavoro intendiamo assolvere al compito di opposizione puntuale che prova ad evidenziare le mancanze del potere che oggi ci amministra.<br />
Un potere che ipoteca il futuro del nostro territorio incurante di delicati equilibri idrogeologici. Un potere che ancora una volta pensa di essere e si comporta come assoluto e isolato, convinto di avere la verità in tasca.<br />
La ricostruzione che segue parla di come un ente pubblico sceglie di contrapporsi ad un altro livello istituzionale, di come scelte testarde e sorde nel presente potrebbero in futuro produrre danni.</p>
<p>VENERDI&#8217; 29 MAGGIO 2009, SALA STAMPA COMUNALE</p>
<p>Conferenza stampa di presentazione del dossier</p>
<p>“LAME E PIP. Storia in tre atti di un conflitto istituzionale”</p>
<p>intervengono<br />
Gianni PORTA, Consigliere Comunale PRC-SE</p>
<p>Vincenzo MONGELLI, Candidato al Consiglio provinciale Collegio Ponente</p>
<p>Antonello ZAZA, Candidato al Consiglio provinciale Collegio Levante-Giovinazzo<br />
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		<title>bombe all&#8217;iprite a Molfetta: video della NATO</title>
		<link>http://www.rifondazionemolfetta.info/2009/04/30/bombe-alliprite-a-molfetta-video-della-nato/</link>
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		<pubDate>Thu, 30 Apr 2009 07:02:28 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[mare]]></category>

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		<title>finanziamento della Provincia per l&#8217;impianto di compostaggio di Molfetta</title>
		<link>http://www.rifondazionemolfetta.info/2009/04/23/finanziamento-della-provincia-per-limpianto-di-compostaggio-di-molfetta/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 15:03:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[compostaggio]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella Giunta provinciale odierna sono stati adottati provvedimenti significativi in materia ambientale. E’ stata prevista, infatti, l’utilizzazione di 2.300.000 euro per il finanziamento della progettazione e realizzazione degli interventi di adeguamento e messa in esercizio dell’impianto di compostaggio di proprietà &#8230; <a href="http://www.rifondazionemolfetta.info/2009/04/23/finanziamento-della-provincia-per-limpianto-di-compostaggio-di-molfetta/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Nella Giunta provinciale odierna sono stati adottati provvedimenti significativi in materia ambientale.<br />
E’ stata prevista, infatti, l’utilizzazione di 2.300.000 euro per il finanziamento della progettazione e realizzazione degli interventi di adeguamento e messa in esercizio dell’impianto di compostaggio di proprietà del Comune di Molfetta, finalizzato alla produzione di compost.<br />
“Questo importante provvedimento &#8211; commenta l’assessore provinciale Antonello Zaza &#8211; va nella direzione di incrementare i livelli di raccolta differenziata della frazione organica che attualmente finisce in discarica e di avviare un nuovo percorso di piena valorizzazione di un impianto che fino ad oggi ha funzionato poco e male e che, invece, rappresenta una enorme ricchezza per il nostro territorio”.<br />
“La Provincia – prosegue Zaza -, con questo finanziamento concesso per la riattivazione dell’unico impianto di compostaggio di proprietà pubblica nel territorio provinciale, pone un ulteriore elemento di attenzione in un settore strategico e importante quale quello dei rifiuti, ad appena pochi giorni dall’approvazione del Piano provinciale dei rifiuti che, non a caso, va nella direzione di apportare ogni utile sforzo al fine di incrementare al massimo la raccolta differenziata.<br />
Toccherà ora al Comune di Molfetta, proprietario dell’impianto, e al Bacino BA1 accelerare le procedure per il recupero e la valorizzazione dell’impianto al servizio della collettività”.<br />
Inoltre, nella stessa seduta di giunta è stato approvato l’utilizzo della somma di 900.000 euro circa per il finanziamento di iniziative orientate a stimolare la riduzione della produzione dei rifiuti in Provincia di Bari. Tali risorse saranno trasferite principalmente ai Comuni e agli ATO nonchè ai soggetti della grande distribuzione al fine di incentivare forme di vendita consistenti nell&#8217;uso di dispenser alla spina di prodotti (ad es. detersivi), il tutto per ridurre l’uso di contenitori in plastica e permetterne il riutilizzo.<br />
“Nella prossima seduta di giunta – conclude l&#8217;assessore Antonello Zaza – è prevista l’approvazione di un provvedimento per promuovere interventi di rimozione delle coperture in cemento-amianto presenti in fabbricati ed edifici di proprietà pubblica o di imprese del comparto agricolo, agroalimentare e industriale. La somma disponibile per quest’anno sarà di 1.650.000 euro.</p></blockquote>
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		<title>interrogazione consiliare sull&#8217;impianto di compostaggio</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2009 18:53:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo l&#8217;interrogazione del consigliere Gianni Porta: Premesso che le annose questioni legali e giudiziarie che hanno visto contrapposti il Comune di Molfetta, proprietario di un impianto di compostaggio costruito in contrada Torre di Pettine, e l&#8217;azienda Mazzitelli, concessionaria dell&#8217;impianto, rappresentano &#8230; <a href="http://www.rifondazionemolfetta.info/2009/03/27/interrogazione-consiliare-sullimpianto-di-compostaggio/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo l&#8217;interrogazione del consigliere Gianni Porta:</p>
<p>Premesso che le annose questioni legali e giudiziarie che hanno visto contrapposti il Comune di <strong>Molfetta</strong>, proprietario di un impianto di compostaggio costruito in contrada Torre di Pettine, e l&#8217;azienda Mazzitelli, concessionaria dell&#8217;impianto, rappresentano un aspetto non secondario del problema della gestione dei rifiuti a <strong>Molfetta</strong> (nell&#8217;arco di quasi un ventennio l&#8217;impianto è stato attivo soltanto per alcuni mesi);</p>
<p>nel febbraio 2007 il rappresentante legale della impresa Mazzitelli veniva condannato dalla sezione distaccata molfettese del Tribunale di Trani per reati ambientali ed era sospeso dall’esercizio dell’attività di amministratore di società operanti nel settore dei rifiuti, ed entrambi – rappresentante e azienda – venivano condannati al risarcimento delle parti civili del processo;</p>
<p>i reati ambientali oggetto del processo riguardavano l’illecita gestione di rifiuti speciali ed urbani (deposito incontrollato, discarica abusiva, esercizio in difformità a quanto in autorizzazione) e la realizzazione di scarichi sul suolo ed emissioni in atmosfera non autorizzate e maleodoranti;</p>
<p>con atto notificato all’Ente in data 19/09/2005, l’impresa Mazzitelli ha attivato accesso a giudizio arbitrale per presunte inadempienze contrattuali del Comune di <strong>Molfetta</strong>, giudizio arbitrale presso cui il Comune si è costituito con determinazioni dirigenziali dell’U.A. Affari Legali n. 122 in data 26/09/2005 e n. 128 del 28/09/2005;<br />
<span id="more-487"></span><br />
con Delibera di Consiglio Comunale n. 07 del 18/01/2007 «tra il Comune di <strong>Molfetta</strong>, l’Azienda Servizi Municipalizzati – <a href="http://www.asmmolfetta.it/" target="_blank">ASM Molfetta</a> e l’Impresa Ing.<br />
Orfeo Mazzitelli SpA: Ratifica atto del 19.12.2006» il Comune di <strong>Molfetta</strong> sottoscriveva una nuova ed ennesima transazione con l’impresa che prolungava la concessione dell’impianto;</p>
<p>tale transazione decadeva dalla sua validità perchè una clausola prevedeva che entro l&#8217;aprile seguente l&#8217;impresa avrebbe dovuto presentare un nuovo progetto industriale, cosa che non si verificava;</p>
<p>il 20 febbraio 2008, il Dirigente responsabile del servizio rifiuti della Provincia di Bari ha provveduto a ritirare in autotutela la Determinazione dirigenziale n. 50 del 10/04/2003 con cui autorizzava al trattamento e smaltimento dei rifiuti presso l’impianto di compostaggio in contrada Torre di Pettine l&#8217;impresa Mazzitelli;</p>
<p>nel giugno 2008 la Corte di Appello di Bari confermava la sentenza resa dal Tribunale di Trani in ordine al processo per i reati ambientali di illecita gestione di rifiuti speciali ed urbani;</p>
<p>con la Delibera di Giunta Comunale n. 15 del 24 gennaio 2009, avente ad oggetto «l&#8217;<br />
“Mazzitelli-Comune di Molfetta” per la determinazione dei compensi ai componenti il Collegio Arbitrale. Definizione bonaria», il Sindaco chiede di definire bonariamente i termini economici derivanti dal giudizio arbitrale, avviato nel 2005, che tocca per i 2/3 al Comune di <strong>Molfetta</strong>;</p>
<p>con tale delibera la collettività sborserà € 350.000,00, con pagamento entro il 31 gennaio 2009, nei confronti del Collegio arbitrale che ha disposto la restituzione dell&#8217;impianto di compostaggio al legittimo proprietario cioè al Comune.</p>
<p>considerato che<br />
tale lunga vicenda di contenziosi tra il Comune e l&#8217;impresa Mazzitelli ha significato per la comunità non solo problemi giudiziari e ambientali, ma anche un notevole impegno di risorse finanziarie;</p>
<p>il ritorno dell&#8217;impianto nelle disponibilità del legittimo proprietario ovvero il Comune di <strong>Molfetta</strong> con il suo conseguente ritorno in funzione potrebbe determinare un ritorno economico per i bilanci dell&#8217;Ente comunale;</p>
<p>Regione Puglia, Provincia di Bari e Ufficio del Commissario delegato per l&#8217;emergenza ambientale in Puglia chiedono di conoscere le intenzioni del Comune in merito all&#8217;impianto e sollecitano procedure per il “revamping” e sua conseguente riattivazione;</p>
<p>sussistono possibilità di cofinanziamento per la gestione dei rifiuti urbani a valere sui fondi POR 2007-2013;</p>
<p>l&#8217;impianto di Torre di Pettine è l&#8217;unico impianto di compostaggio pubblico della Provincia di Bari e riveste un ruolo necessario e strategico per consentire il recupero della frazione umida raccolta in modo differenziato, ovvero per favorire l&#8217;avvio della raccolta differenziata di tale frazione.</p>
<p>tutto ciò premesso e considerato, il sottoscritto consigliere comunale interpella l&#8217;Amministrazione Comunale per sapere:</p>
<p>se alla data odierna il Comune sia tornato in possesso effettivo dell&#8217;impianto;</p>
<p>nel caso non fosse tornato in possesso effettivo dell&#8217;impianto, quali siano i motivi di tale ingiustificato ritardo e/o i motivi ostativi a che il Comune rientri in possesso di una sua legittima proprietà;</p>
<p>l&#8217;Amministrazione comunale, in qualità di proprietaria dell&#8217;impianto, quali intenzioni abbia rispetto alla gestione futura della struttura, atteso che al Comune, in quanto proprietario dell&#8217;impianto, spetterebbe richiedere alla Provincia di Bari l&#8217;autorizzazione alla ripresa del trattamento e smaltimento dei rifiuti.</p>
<p><a href="http://www.rifondazionemolfetta.info">PRC-Molfetta</a><br />
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		<title>il Porto che verrà</title>
		<link>http://www.rifondazionemolfetta.info/2009/02/26/il-porto-che-verra/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Feb 2009 14:05:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario A</dc:creator>
				<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[porto di Molfetta]]></category>

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		<description><![CDATA[Non so quali siano le &#8220;belle letture&#8221; del Sindaco Senatore Azzollini e del suo fidato amico a capo del &#8220;futuro&#8221; nuovo porto di Molfetta&#8230; Evidentemente per dormire sonni tranquilli non dovrebbe leggere il dossier sull&#8217;ultimo numero dell&#8217;Espresso ( che si &#8230; <a href="http://www.rifondazionemolfetta.info/2009/02/26/il-porto-che-verra/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
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Evidentemente per dormire sonni tranquilli non dovrebbe leggere il dossier sull&#8217;ultimo numero dell&#8217;Espresso ( che <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio//2068631">si può trovare anche online</a> )</p>
<blockquote><p>Ayaz Erkan, trentaduenne marinaio turco, da più di un mese è in Italia. O meglio di fronte all&#8217;Italia, nel porto di Civitavecchia, dove la sua Nesibe è bloccata. È una nave di media stazza, proprietario turco e bandiera cambogiana. Abbandonata dall&#8217;armatore, che ha mollato nave ed equipaggio dopo una piccola avaria e non ha pagato neanche il soccorso. Dimenticata dall&#8217;industriale che aveva ordinato il carico, tremilacinquecento tonnellate di cemento bianco: nessuno corre a reclamarlo. Affidata alle cure del comandante Ayaz e dei nove uomini dell&#8217;equipaggio, prigionieri a bordo. Non sono i soli, di questi tempi. Sparse tra i porti italiani ci sono undici navi abbandonate, carico e ciurma compresi. Vittime del grande gelo dell&#8217;economia e dei commerci. Che dai settori più esposti e marginali, come quello della turca Nesibe, si è via via allargato fino a colpire il cuore e il simbolo della globalizzazione: il traffico dei container, le scatole che hanno cambiato il mondo. E che adesso pagano il prezzo della sua crisi: noli crollati, rotte cancellate, giganti dei mari parcheggiati nei porti, scatole vuote nei depositi.<span id="more-473"></span></p>
<p>&#8220;Abbiamo molto lavoro: ma a quanto pare siamo i soli&#8221;, dice Giovanni Olivieri, ispettore dell&#8217;Itf, il sindacato internazionale dei lavoratori del mare. Da due mesi gira per i porti italiani come una trottola. Deve assistere e rimpatriare i marittimi di mezzo mondo &#8211; quelli che viaggiano con esotiche bandiere e se va bene prendono la paga minima sindacale, 945 dollari al mese tutto incluso &#8211; abbandonati da armatori in fallimento. Dopo l&#8217;estate era arrivata una circolare allarmata dal quartier generale dell&#8217;Itf, a Londra, con le regole di comportamento per la crisi in vista. E con allegato uno studio, commissionato alla Gray Page, che avvertiva: pagheranno per prime le navi che portano merci alla rinfusa, piccole e medie, poi le grandi, per colpa del calo di domanda di materie prime e del &#8216;credit crunch&#8217; (che rende più difficile finanziare i viaggi); soffriranno anche traghetti e crociere, colpiti dal calo dei consumi del ceto medio occidentale; ma l&#8217;epicentro della crisi sarà il container e tutta la sua filiera: i milioni di scatole che girano per il mondo e ci portano l&#8217;hi-tech come le cineserie, le magliette e le tazzine, le tv al plasma e i giocattoli per i bambini. Tutti impacchettati e standardizzati nell&#8217;unità di misura mondiale della scatola, comoda e veloce. E adesso sempre più spesso vuota.</p>
<p>Ferme in porto &#8220;I container fanno un terzo di tutto il commercio globale, ma ne sono il punto di riferimento emblematico&#8221;, afferma Nereo Marcucci, amministratore delegato di Contship Italia e presidente di Assologistica, che raduna gli operatori della catena del container in Italia. Per spiegare cosa sta succedendo, ricorre a un&#8217;immagine: &#8220;Basta un colpo d&#8217;occhio dall&#8217;alto al porto di Singapore per vedere la crisi: una distesa enorme di navi portacontainer. Ferme&#8221;. Per avere un&#8217;idea: una portacontainer di ultima generazione è larga come tre campi di calcio messi insieme, per un&#8217;altezza fino a trenta metri. Adesso molti di questi campi di calcio sono all&#8217;ormeggio: 212 navi, sulle 1.200 che finora hanno solcato i mari.<br />
&#8230;</p></blockquote>
<p>E dovrebbe evitare anche <a href="http://www.ipsema.gov.it/salastampa/News/news724926">le notizie del sito della Previdenza marittima</a></p>
<p>Ma forse leggendo <a href="http://www.barilive.it/news/news.aspx?idnews=12697">questo articolo su Barilive</a> gli torna il sorriso!!!</p>
<p><a href="http://www.rifondazionemolfetta.info">PRC-Molfetta</a><br />
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		<title>centrali nucleari all&#8217;italiana</title>
		<link>http://www.rifondazionemolfetta.info/2009/02/25/centrali-nucleari-allitaliana/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 14:36:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario A</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[nucleare]]></category>

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		<description><![CDATA[Non c’è posto per il nucleare di Giorgio Nebbia pubblicato su Liberazione, 31 gennaio 2009 No, non c&#8217;è un futuro per l&#8217;energia nucleare in Italia. Non voglio toccare gli aspetti, pur importanti, monetari: quanto costa un chilowattora di elettricità nucleare? &#8230; <a href="http://www.rifondazionemolfetta.info/2009/02/25/centrali-nucleari-allitaliana/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non c’è posto per il nucleare di <em>Giorgio Nebbia</em><br />
pubblicato su Liberazione, 31 gennaio 2009</p>
<blockquote><p>No, non c&#8217;è un futuro per l&#8217;energia nucleare in Italia. Non voglio toccare gli aspetti, pur importanti, monetari: quanto costa un chilowattora di elettricità nucleare? costa più o meno di quello da fonti fossili ? Chi si occupa di conti sa quanto siano fallaci i conti dei costi dell&#8217;energia, comunque si giri appare che l&#8217;elettricità nucleare non è conveniente economicamente, in termini di soldi. Non sto neanche a toccare l&#8217;argomento, pur importante, di quanto uranio c&#8217;è nel mondo o quanto costa, argomento su cui in tanti si esercitano, alcuni concludendo che ce n&#8217;è poco, altri sostenendo che ce n&#8217;è per secoli.</p>
<p>Ci sono invece due motivi importanti contro il nucleare. Supponiamo anche che un governo decida di avviare un programma di costruzione di centrali nucleari, di qualsiasi tipo, anche di quelle cosiddette di terza generazione &#8212; ce ne sono due in costruzione, una in Finlandia, una in Francia, già afflitte da difficoltà tecniche e ritardi e aumenti di costi &#8212; &#8220;supersicure&#8221;, blindate dentro contenitori spessi metri e metri di cemento armato. Dove le mettiamo in Italia ?</p>
<p>Ai tempi della prima frenesia governativa per il nucleare, negli anni settanta e ottanta del Novecento, si vide che non c&#8217;è nessun posto in Italia in cui una centrale nucleare possa essere installata nel rispetto dei vincoli di sicurezza imposti dalle norme internazionali. Occorre una grande massa di acqua di raffreddamento: la centrale finlandese deve pompare, per il raffreddamento delle turbine, circa 65 metri cubi al secondo (la portata di un fiume medio italiano) di acqua che ritorna, scaldata, nel mare, e deve produrre acqua distillata per dissalazione dell&#8217; acqua di mare per l&#8217;alimentazione delle caldaie.</p>
<p>Occorre una adeguata distanza, almeno una quindicina di chilometri, da centri abitati, strade di grande comunicazione, ferrovie, aeroporti, installazioni militari, industrie pericolose, eccetera. Una centrale nucleare deve essere collocata su una struttura geologica priva di rischi di terremoti e non franosa (in Finlandia la centrale di terza generazione è in costruzione su un promontorio di granito). Occorre un coinvolgimento delle comunità locali; non basta invocare il segreto di stato sulla localizzazione o promettere di mandare l&#8217;esercito a bloccare le eventuali proteste; occorre comunque procedere ad espropri e a modifiche di piani regolatori locali e aprire cantieri e movimentare per terra e per mare milioni di tonnellate di cemento, acciaio, macchinari.<br />
<span id="more-198"></span><br />
Ma soprattutto non è proponibile l&#8217;energia nucleare, né in Italia, né in nessun altro posto, perché durante la produzione si formano inevitabilmente grandi quantità di sostanze radioattive, sia come prodotti di fissione dell&#8217;uranio, sia come prodotti transuranici, sia come prodotti di attivazione conseguenti l&#8217;esposizione ai neutroni degli stessi materiali da costruzione delle varie parti del reattore e dei contenitori. Il mondo è già pieno di materiali radioattivi formatisi durante il funzionamento dei reattori nucleari militari e commerciali e non è accettabile che si continui a produrne altri, lasciando alle generazioni future, a migliaia di generazioni future (le scorie radioattive devono essere tenute lontane dalle acque e dagli esseri viventi per 200.000 anni), una eredità di problemi irrisolti, basandosi sulla fideistica ipotesi che qualcosa si scoprirà per seppellire i materiali radioattivi da qualche parte.</p>
<p>E&#8217; questa la principale ragione del rallentamento della costruzione di altre centrali nucleari nel mondo. Il punto forte degli avvocati dell&#8217; energia nucleare riguarda la tesi che la produzione di energia nucleare non contribuisce all&#8217;immissione di anidride carbonica, il principale gas a &#8220;effetto serra&#8221;, nell&#8217;atmosfera, e questo è vero, anche se viene da quelle stesse &#8220;autorità&#8221; che fmora hanno fatto di tutto per evitare di accettare gli accordi sulla limitazione delle emissioni dei gas che alterano il clima. Niente petrolio o gas naturale, che saranno sempre più scarsi e costosi, niente carbone che è inquinante: questi detrattori dell&#8217;energia nucleare vogliono che si torni al lume delle candele e ai pattini a rotelle? Non scherziamo.</p>
<p>Stiamo vivendo un momento storico di transizione tecnico-scientifica e merceologica e occorre finalmente interrogarsi su che cosa occorre produrre e come, negli attuali &#8220;tre mondi&#8221;: quello dei paesi industrializzati, di quelli emergenti (Cina, India, sud-est asiatico), e di quelli arretrati: la salvezza va cercata nel ricorso alle ricchezze che la natura ha ancora in serbo, sotto forma di energie e merci rinnovabili, prodotti dalle grandissime forze del Sole, del vento, dalla vegetazione, dalla terra. E&#8217; questa, non il nucleare, la vera strada per alleviare i problemi dell&#8217;alimentazione, dell&#8217;acqua, dell&#8217;energia nel mondo, per occasioni di occupazione e per ritrovare l&#8217;orgoglio dell&#8217;innovazione e del lavoro.</p></blockquote>
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		<title>l&#8217;acqua è un bene pubblico</title>
		<link>http://www.rifondazionemolfetta.info/2009/02/25/lacqua-e-un-bene-pubblico/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 07:09:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[comunicato stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo il comunicato stampa del coordinamento regionale pugliese del Partito della Rifondazione Comunista: L&#8217; ACQUA E&#8217; UN BENE PUBBLICO E NON PUO&#8217; AVERE PADRONI Apprendiamo che un consigliere regionale, esponente del partito democratico, ha presentato una mozione che, qualora passasse, &#8230; <a href="http://www.rifondazionemolfetta.info/2009/02/25/lacqua-e-un-bene-pubblico/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo il comunicato stampa del coordinamento regionale pugliese del Partito della Rifondazione Comunista:<br />
<!-- 	 	 --></p>
<p align="center"><em><strong>L&#8217; ACQUA E&#8217; UN BENE PUBBLICO E NON PUO&#8217; AVERE PADRONI</strong></em></p>
<p align="justify">Apprendiamo che un consigliere regionale, esponente del partito democratico, ha presentato una mozione che, qualora passasse, porterebbe <strong>le imprese private nella proprieta&#8217; dell&#8217; acquedotto pugliese.</strong></p>
<p align="justify"><strong>Cio&#8217; e&#8217; inaccettabile:</strong></p>
<p align="justify"><strong>l&#8217; acqua e&#8217; un bene comune primario, fonte di vita, diritto inalienabile.</strong></p>
<p align="justify">La difesa dell&#8217; acqua come bene pubblico é patrimonio di  movimenti sociali in tutto il mondo.</p>
<p align="justify">In puglia, oltre 40 enti locali , fra i quali le province di bari e lecce e il comune di bari, hanno sostenuto la proposta di legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dei servizi idrici e formato un coordinamento regionale in tal senso.</p>
<p align="justify">Alcune regioni, ad esempio il piemonte, hanno fatto ricorso contro la legge del governo berlusconi che prevede le privatizzazioni (l.133/art 23bis).</p>
<p align="justify">Alcuni comuni  italiani  hanno annullato le gare di affidamento ai privati.</p>
<p align="justify"><strong>Invece, la regione  puglia dovrebbe privatizzare? </strong></p>
<p align="justify"><strong>É questa l&#8217; innovazione? </strong></p>
<p align="justify">L&#8217; idea di gareggiare con la destra nello sciagurato sistema delle privatizzazioni, è odiosa sul piano dei principi e persino antieconomica: infatti é<strong> dimostrato che con l&#8217; intervento dei privati le tariffe aumentano.</strong></p>
<p align="justify"><strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-204" title="prc" src="http://www.rifondazionemolfetta.info/wp-content/uploads/2009/02/prc-150x150.jpg" alt="prc" width="150" height="150" /><br />
</strong>Auspichiamo una sonora bocciatura della mozione in oggetto, contraria al programma di governo della regione puglia e all&#8217; interesse dei cittadini pugliesi.</p>
<p align="justify"><strong>Rifondazione Comunista si impegna, in consiglio regionale e nel paese, a difendere questo bene che non può essere oggetto di mercato</strong> <strong>e deve essere considerato privo di rilevanza economica.</strong></p>
<p><!-- 	 	 --></p>
<p align="center">COORDINAMENTO REGIONALE P.R.C. PUGLIA</p>
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		<title>case vuote in puglia e basilicata</title>
		<link>http://www.rifondazionemolfetta.info/2009/02/18/case-vuote-in-puglia-e-basilicata/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Feb 2009 12:49:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[casa]]></category>

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		<description><![CDATA[Qual&#8217;è la condizione degli alloggi nella nostra regione Puglia? Facciamoci un&#8217;idea con i dati forniti in questo articolo della Gazzetta del Mezzogiorno: 170mila case vuote in Puglia e Basilicata Così quando qualcuno dirà che c&#8217;è bisogno di nuovi alloggi, di &#8230; <a href="http://www.rifondazionemolfetta.info/2009/02/18/case-vuote-in-puglia-e-basilicata/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qual&#8217;è la condizione degli alloggi nella nostra regione Puglia?<br />
Facciamoci un&#8217;idea con i dati forniti in questo articolo della Gazzetta del Mezzogiorno:<br />
<a href="http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_economia_NOTIZIA_01.php?IDNotizia=227016&amp;IDCategoria=4">170mila case vuote in Puglia e Basilicata</a></p>
<p>Così quando qualcuno dirà che c&#8217;è bisogno di nuovi alloggi, di espandere le città costruite e sottrarre terreni all&#8217;agricoltura, sappiamo qual&#8217;è il suo fine.</p>
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