Primo maggio a Molfetta

Di   01/05/2026

La Festa del 1° Maggio è un’ulteriore occasione per rimarcare la centralità del tema del lavoro nella vita cittadina.
Il sindaco e l’amministrazione comunale possono svolgere un ruolo nelle politiche del lavoro per difendere e incrementare i livelli occupazionali. E questo diventa tanto più urgente in una regione come la Puglia dove, secondo ISTAT, meno del 70% dei laureati trova impiego nella propria regione a tre anni dal titolo, alimentando una fuga di intelligenze che depaupera il tessuto produttivo locale. A ciò si somma un tasso di disoccupazione giovanile che a Molfetta rimane stabilmente sopra la soglia critica del 30%. Ma non è tutto, sempre più diffuso è il fenomeno del “lavoro povero”, cioè persone che nonostante un’occupazione vivono a ridosso della soglia di povertà, fenomeno spesso complementare al più noto lavoro nero e che comprende anche un’ampia fascia del cosiddetto popolo delle partite iva.
Oltre a questo, un’amministrazione comunale può fare molto, facendosi parte attiva e diligente nelle vertenze sul territorio, utilizzando tutti i canali istituzionali e i tavoli di confronto con Regione e Ministero. Tutto quello che purtroppo non è accaduto in questi anni, in cui si è registrata una totale assenza dell’amministrazione uscente su questo versante.
Nella Molfetta che verrà, la dignità deve essere una bussola morale, per questo proponiamo l’introduzione del salario minimo comunale, seguendo il recente esempio della Regione Puglia, come requisito per tutti gli appalti e i servizi del Comune.
Dobbiamo trattenere qui le nostre energie migliori e per farlo la vera sfida non è semplicemente crescere, ma crescere in maniera sostenibile, integrando le diverse dimensioni dello sviluppo: economia, formazione, innovazione, qualità dello spazio urbano e coesione sociale.
Molfetta può ambire a diventare una città della conoscenza applicata all’impresa, in cui il sistema produttivo, il mondo della formazione e la ricerca tecnologica dialogano stabilmente e istituzionalmente tra loro.
Perché restare, invece di essere costretti a emigrare, sia una scelta vincente.
Per questo, nelle nostre azioni programmatiche, penso: alla creazione di un polo servizi e di alta formazione per le imprese locali, alla realizzazione di sedi e spazi condivisi per le imprese innovative e giovanili, al potenziamento del SUAP, di concerto con le agenzie preposte, con approccio bottom-up per facilitare la raccolta di fabbisogno, al dialogo tra pubblico e privato, alle opportunità di finanziamento regionale, nazionale, europeo, alla sinergia con i Gruppi di Azione Locale (Gal), “Ponte Lama” e “Terre di Mare”, per la promozione e il marketing territoriale con le riserve dei Fondi comunitari per lo sviluppo rurale e della pesca e alla creazione di un osservatorio comunale con la partecipazione stabile delle rappresentanza datoriali e sindacali.
Sono questi alcuni dei tasselli delle politiche attive del lavoro a cui intendo prestare massima attenzione con la futura amministrazione, per questo l’augurio è che sia un Primo Maggio di festa e di impegno, di azione e di pensiero per incamminarci insieme oggi, cittadini e cittadine, lavoratori e imprese verso la Molfetta del futuro.
Buon Primo Maggio a tutti e tutte.


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