Contro l’Europa dei profitti, per un’Europa del lavoro!

Di   09/02/2014

Testo del volantino distribuito sabato 8 febbraio al Corso Umberto I.

La multinazionale svedese Electrolux con il ricatto delle delocalizzazioni degli stabilimenti italiani in Ungheria e Polonia, chiede che le lavoratrici e i lavoratori accettino il taglio dei salari sino al 40%, tra diminuzione della paga oraria, taglio dei premi aziendali, blocco dei pagamenti delle festività e degli scatti di anzianità, riduzione dell’orario a 6 ore per 6 giorni, e che contemporaneamente aumentino i ritmi di lavoro, si tagli la pausa mensa, si taglino i permessi sindacali.

La multinazionale svedese porta come motivazione il costo del lavoro che in Italia sarebbe troppo alto. E’ un falso. I salari delle lavoratrici e dei lavoratori italiani sono tra i più bassi d’Europa, mentre il numero di ore lavorate è tra i più alti. Nè è vero che il costo complessivo del lavoro sia superiore a quello della maggior parte dei paesi europei. E’ invece più basso di quello di Svezia, Germania, Francia, Inghilterra…

La verità è che Electrolux vuole realizzare sovraprofitti a spese delle lavoratrici e dei lavoratori. Così facendo non solo propone il ritorno del lavoro ad una condizione di miseria e schiavitù, ma continua con le stesse politiche che hanno prodotto la crisi: i prodotti non si vendono per il blocco del mercato interno causato dai bassi salari, mentre i sovraprofitti finiscono nel circuito della speculazione finanziaria.

Electrolux va fermata, perchè se passa, quello stesso modello sarà imposto a tutte le lavoratrici e lavoratori italiani.

I responsabili delle politiche che hanno permesso il peggioramento delle condizioni di lavoro a vantaggio delle multinazionali in Italia e in Europa sono il Partito Popolare Europeo e il Partito Socialista Europeo, dei quali fanno parte rispettivamente Forza Italia e PD. Entrambi hanno permesso, con il pretesto della crisi, che la ridistribuzione della ricchezza diventasse sempre più ingiusta: i ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri.

Rifondazione Comunista invece chiede da tempo una più equa ridistribuzione della ricchezza attraverso l’introduzione di un salario minimo europeo, la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario e propone la creazione di nuovi posti di lavoro attraverso la riconversione ambientale dell’economia e la difesa dei beni comuni e dei servizi pubblici.

PRC Molfetta

PRC Molfetta

In Italia e in Europa un’alternativa esiste: è il Partito della Sinistra Europea, di cui Rifondazione Comunista fa parte e che propone Alexis Tsipras, leader di Syriza, coalizione della sinistra radicale greca, come Presidente della Commissione Europea.
Le elezioni europee del prossimo 24 maggio sono un occasione imperdibile per demolire questa Europa che sacrifica i popoli sull’altare dei profitti e costruirne un’altra che metta al centro i lavoratori e i loro diritti.

Partito dell Rifondazione Comunista – Molfetta


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