La sinistra al di là e oltre l’antiberlusconismo

Di   04/10/2013

Berlusconi è vinto, il suo clamoroso dietrofront ha il sapore della resa e della sconfitta.
Purtroppo è ancora in piedi un governo, il governo Letta che ha dimostrato fin dal suo insediamento di essere il degno erede del governo Monti, col quale dimostra una spaventosa continuità nei contenuti dell’azione politica.
PD e PdL litigano infatti sotto i riflettori dei mass media sull’agibilità politica del senatore Berlusconi, ma, spenti i fari delle telecamere, prendono assieme a picconate la Costituzione e quanto resta dello stato sociale italiano,  accanendosi sui diritti e sui redditi dei lavoratori, dei pensionati, degli studenti e delle classi più deboli:
riforma sulle pensioni della Fornero
privatizzazione dell’istruzione e tagli a università, ricerca e sanità
smantellamento dello Statuto dei Lavoratori,
Service Tax, che, nata per sostituire l’Imu, graverà sugli inquilini e non più sui proprietari delle abitazioni
Fiscal Compact, che prevede tagli alla spesa pubblica per 50 miliardi di euro per i prossimi vent’anni, e il pareggio di bilancio inserito nella carta costituzionale
svolta presidenzialista che si vuole dare alla repubblica parlamentare italiana facendo scempio dell’articolo 138 della stessa Costituzione.
Iniziative portate avanti e votate nelle camere tanto dal PD quanto dal PdL.
Aldilà dello stucchevole siparietto “Berlusconi sì/Berlusconi no”, c’è la tragedia del paese reale che non arriva a fine mese, del 40% dei giovani che non ha un lavoro, dei lavoratori e delle lavoratrici precarie che vivono ogni giorno nel terrore di non vedere rinnovato il proprio contratto.
Bisogna costruire una sinistra degna di tal nome,che metta insieme le lotte e le vertenze di questi anni, fuori e dentro le istituzioni, i luoghi di lavoro, contro le costosissime grandi opere volute da PD e PDL, che creano pochissimi posti di lavoro (come il porto di Molfetta), nella prospettiva di un’alternativa economica basata sui numerosi piccoli cantieri necessari per risanare l’Italia, dall’ambiente ai servizi essenziali, in un progetto alternativo al centro-destra e al centrosinistra ormai omologati.
Questa è la logica della presenza e del protagonismo di Rifondazione Comunista in tutti gli appuntamenti di questo inizio di autunno caldo:
– Venerdì 11 ottobre gli studenti scenderanno in strada nelle maggiori città italiane per una totale attuazione dei diritti allo studio e al sapere, l’incremento dei fondi da destinarsi all’edilizia scolastica e la cancellazione dei contributi statali alle scuole private.
– Sabato 12 ottobre sarà invece la volta della manifestazione nazionale “La via maestra”, promossa in difesa della Costituzione e dei beni comuni.
– Venerdì 18 ottobre ci sarà lo sciopero generale indetto da tutti i sindacati di base, che mira a mettere in discussione le politiche del mercato del lavoro.
– Sabato 19 ottobre chiuderà la settimanauna manifestazione nazionale per il diritto alla casa e contro le politiche economiche di austerity dettate dall’Unione Europea, dalla BCE e dall’FMI. (info Giulio 3403495018).
Da qui ripartiremo per la costruzione di una prospettiva alternativa al centro-destra e al centrosinistra, che rimetta insieme temi e lotte prima artificiosamente separati: legalità costituzionale, lavoro e rappresentanza sindacale
Su questi temi è stato organizzato un presidio, sabato 5 ottobre alle ore 19,00 in corso Umberto altezza galleria Patrioti Molfettesi.

Partito della Rifondazione Comunista Molfetta


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