ultime news sull’Ospedale di Molfetta

Di   21/03/2013

Già nei mesi scorsi il futuro dell’ospedale di Molfetta è stato al centro del dibattito pubblico. È spiacevole che sulla salute dei cittadini la politica intervenga senza chiarire il problema principale che oggi vive la sanità pugliese, al pari di altri sistemi regionali, cioè il taglio delle risorse a disposizione che rendono sempre più precario il diritto alla salute.
Al netto degli sprechi e delle disfunzioni è innegabile la devastazione indotta dai tagli lineari decisi in questi anni da Berlusconi e dal governo Monti appoggiato anche dal Pd. Sono stati i tagli degli ultimi anni a costringere varie regioni, come la Puglia, a piani di rientro che bloccano assunzioni e riducono i servizi alla persona, privando le comunità dei loro punti di riferimento ospedaliero.
Entrambi, Pdl e Pd, fanno finta di litigare sulla sanità in Puglia ma in fondo sono d’accordo sulla riduzione del sistema pubblico a favore di logiche sempre più private, in cui potranno permettersi un’assistenza adeguata e dignitosa solo quanti sono ricchi.
Quel che Camporeale del Pdl non dice è che i malati di nefrologia e i dializzati continueranno a ricevere assistenza a Molfetta, anche se all’interno dei reparti di medicina.
Quel che non si dice, nemmeno da parte di Guglielmo Minervini del Pd, è che il presidio ospedaliero di Molfetta viene declassato in una prospettiva di accentramento che privilegia il capoluogo lasciando scoperto un territorio provinciale vasto da Molfetta a Monopoli.
Già da oggi, infatti, la Nefrologia a Molfetta non è più un’unità operativa ma fa capo all’ospedale San Paolo di Bari, città in cui figurano altri reparti di Nefrologia dislocati presso l’ospedale Di Venere e presso il Policlinico (oltre alle strutture private).
Noi riteniamo, come nelle discussioni in Consiglio comunale e in città dei mesi passati, che abbia più senso, finché non sorgerà il nuovo ospedale previsto tra Molfetta e Bisceglie, la proposta di un presidio ospedaliero unico policentrico – rispettando lo standard minimo dei 250 posti letto – con i reparti specialistici ripartiti tra Molfetta, Terlizzi e Corato, per la cura delle acuzie e contemporaneamente rafforzare la medicina territoriale e preventiva, vera sfida per la sanità del futuro in Puglia e non solo a Molfetta.
Ciò al fine di non limitarsi, come ha fatto il centrodestra locale, ad alzare cartelli di protesta inutili e a promettere futuri ospedali e future fondazioni private per gestirli.
Ci auguriamo che per il bene dei cittadini utenti si discuta in Regione Puglia di come garantire assistenza, protezione e diritto alla salute alle comunità invece di perdersi nelle polemiche sulla formazione della nuova Giunta, anche se la scelta di Vendola di mettere un esponente eletto nelle file del Pdl all’assessorato Bilancio non ci rassicura affatto, anzi segna un’ulteriore tappa involutiva che ci porta dalla “primavera” a un nuovo “autunno” pugliese.
Per le ragioni che hanno portato i pugliesi in piazza contro la logica privatista e accentratrice di Fitto e del Pdl in campo sanitario, noi di Rifondazione Comunista continueremo a batterci.

Gianni Porta Candidato Sindaco
Molfetta 21/03/2013


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