TUTTI A CASA

Di   23/06/2011

La Procura della Repubblica di Trani con l’operazione “Mani sulla città” (un titolo che non merita
altri commenti…) ha fatto emergere in maniera clamorosa quel che in questi anni abbiamo
denunciato politicamente, in tutte le sedi istituzionali e mediatiche, e cioè la dissennata gestione
del territorio che ha caratterizzato l’operato dell’amministrazione guidata dal sen. Antonio
Azzollini.
Tutte le vicende che oggi assurgono agli onori delle cronache giudiziarie – dalla zona PIP con il
mancato rispetto delle Lame al Piano dell’Agro, dalla localizzazione di nuove stazioni di servizio
per carburanti all’adeguamento del Piano Regolatore al P.u.t.t., dall’aggiornamento ambiguo delle
graduatorie delle cooperative edilizie non ancora pubblicato a oltre un anno di distanza al
conflitto d’interessi tra professionisti nominati in Commissioni comunali di controllo che ricevono
anche incarichi di progettazione per conto del Comune stesso – sono state oggetto di specifici
nostri interventi, in Consiglio Comunale e in città, finalizzati ad informare l’opinione pubblica su
quale fosse la dissennata politica in materia urbanistica condotta dal centrodestra a Molfetta.
In questi anni l’Amministrazione ha scelto la gestione privatistica del territorio e la colpevole
sottovalutazione degli aspetti paesaggistici e ambientali anziché riconoscere i rischi e pianificare il
territorio per valorizzarlo, metterlo in sicurezza e migliorare la qualità degli insediamenti.
Non si può tacere ovviamente la grave ed oggettiva responsabilità politica del sindaco Azzollini
e dell’assessore all’urbanistica Pietro Uva che hanno nominato, con incarico strettamente
fiduciario, e senza alcuna procedura di evidenza pubblica, l’ing. Altomare quale dirigente capo
dell’Ufficio Tecnico Comunale affidandogli completamente, senza esercitare le loro doverose
funzioni di indirizzo e controllo, tutta la materia della gestione del territorio, e ne hanno sempre
difeso, in ogni circostanza, l’operato.
È dai lontani anni Novanta che non si verificavano fatti così gravi all’interno del Palazzo di Città:
è il sintomo di un’arroganza che ora inizia a sgretolarsi, di un sistema di potere e di uno stile che in
questi anni hanno corroso l’economia e la società molfettesi.
Ora il Sindaco ha il dovere di fare chiarezza pubblicamente su questa vicenda adottando – in
via di autotutela – tutti gli atti necessari, a partire dalla revoca del procedimento amministrativo
relativo al Piano dell’agro e di altri provvedimenti qualificanti e sotto inchiesta.
Proceda, inoltre, a porre in essere ogni atto utile a ripristinare la legalità nel Settore Territorio
revocando con effetto immediato ogni incarico al Dirigente e al Presidente della Commissione
paesaggistica comunale arch. Del Rosso provvidenzialmente nominato dall’Ing. Altomare.
Infine, per salvare il decoro e la dignità della nostra città, rassegni le dimissioni e se ne vada a
casa, insieme ai suoi assessori senza delega, perché è stato oggettivamente incapace di vigilare e
salvaguardare la comunità dalle “mani sulla città” che famelicamente si sono avventate in questi
anni.


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