Cambiamo pagina… anche a Molfetta

Di   04/06/2011

I risultati dei ballottaggi sono di straordinaria importanza. Perde Berlusconi in casa a Milano, nel cuore del potere della destra. Perde a Napoli, e lì perdono anche le cricche e il malaffare. Perdono Pdl e Lega. E vincono i candidati della sinistra, volti puliti che incarnano nei loro programmi radicali e nei modi gentili, il cambiamento, la speranza, la rottura con il paradigma della vecchia politica clientelare e trasformista.
Berlusconi non è ancora sconfitto ma il dato acquisito è che la destra si può battere. La crisi materiale e morale è un fatto che si è rivelato più duro delle chiacchiere del Presidente del Consiglio. La vittoria elettorale è anche l’effetto del risveglio dei movimenti di questi mesi.
La campagna referendaria per l’acqua pubblica, contro il nucleare e il legittimo impedimento – il cui buon esito potrebbe rappresentare la fine del governo di destra – il protagonismo della Fiom, il movimento delle donne, gli studenti e i giovani precari hanno costruito nei fatti un clima sociale e politico di opposizione e alternativa, ben più efficace delle alleanze a tavolino con improbabili Terzi poli.
E viene smentita la tesi su cui per anni le classi dirigenti del centrosinistra hanno costruito il loro profilo strategico: l’idea che si vince al centro, inseguendo i moderati ed esaltando la compatibilità con il sistema a discapito della radicalità, della discontinuità e dell’alternatività. Anche a Molfetta nel passato questa linea non è risultata vincente, quindi bando alle timidezze e ai pastrocchi innaturali.
Nonostante l’oscuramento dei grandi organi di stampa e tv, proseguita anche dopo i ballottaggi e in sondaggi predeterminati a tavolino, in questa vittoria – a partire da Napoli – il ruolo di Rifondazione Comunista / Federazione della Sinistra è stato importante per costruire coalizioni di centrosinistra chiare, innovative e non trasformistiche, con l’appoggio dall’inizio ai candidati risultati vincenti: a Milano, sin dalle primarie, e a Napoli, subito dopo le primarie farsa.
Anche a Molfetta, la positiva serata del 31 maggio scorso indica che c’è “terreno fertile” per rilanciare l’alternativa alla destra di Azzollini. Pd, SeL e Federazione della Sinistra sono le stesse forze che a livello nazionale, e nelle ultime regionali, hanno conseguito risultati lusinghieri, speriamo che l’Idv possa aggiungersi presto.
Per essere veramente pronti serve un progetto di città del futuro, una visione di Molfetta nel prossimo quindicennio, non più quella degli anni Settanta/Novanta, attardata a inseguire uno sviluppo edilizio fine a se stesso e un ampliamento spropositato della grande distribuzione commerciale, insensibile alla devastazione ambientale e alla gestione clientelare della cosa pubblica.
Con i protagonisti dell’ultima fallimentare stagione amministrativa targata Azzollini nessuna indulgenza è possibile. Devono andare a casa e non accetteremo imbarchi di quanti scappano all’ultimo momento dalla nave azzolliniana che affonda.
Molfetta esige la costruzione di una credibile e rigorosa alternativa di governo, senza cedimenti al trasformismo che tanti danni ha già provocato nel passato, serve un ricambio della classe dirigente.
Il prossimo candidato sindaco del centrosinistra, qualunque sia la sua provenienza partitica, dovrà incarnare la discontinuità: ad es. una donna, un giovane, un precario, un professionista indipendente, un militante quotidiano, insomma, in ogni caso, una figura non collusa con l’attuale sistema di potere.
Dopo martedì i partiti del centrosinistra devono alzare il tiro, riprendere con slancio la costruzione del cantiere per Molfetta futura, rivolgendosi ad associazioni, comitati, forze produttive non speculative, movimenti e a singoli cittadini disponibili al cambiamento autentico.
Un cantiere dotato di regole per rendere permanente ed efficace il metodo della partecipazione, e non solo nel periodo strettamente elettorale. Alcune priorità programmatiche a cui lavorare potrebbero essere:

  • l’opzione “Rifiuti zero” e l’autosufficienza energetica delle strutture pubbliche;
  • la tutela del territorio e il ripensamento della mobilità urbana per migliorare la qualità della vita;
  • la rigenerazione economica della città e la sua valorizzazione ambientale e culturale per dare lavoro alle nuove generazioni;
  • l’allargamento trasparente della platea dei diritti e delle garanzie nei servizi alla persona.

Fondamentale per la discontinuità sarà definire le regole anche nella scelta di donne e uomini chiamati a realizzare gli obiettivi del programma della coalizione. I candidati dalle formazioni politiche e dalle liste della coalizione e i nominati per incarichi amministrativi dovranno garantire:
coerenza politico-programmatica e costante presenza, rigore morale e trasparenza;
di non aver assunto cariche politico-amministrative per l’attuale coalizione di destra;
di non essere sottoposti a procedimenti giudiziari né essere stati condannati per reati attinenti la pubblica amministrazione e, in caso di procedimento giudiziario a carico e/o condanna per reati attinenti la pubblica amministrazione, le dimissioni da ogni incarico amministrativo.
Di questo e di altro, dopo martedì, intendiamo discutere con tutti gli amici, i compagni e cittadini disponibili a dare slancio al cantiere per Molfetta futura e a costruire un gruppo dirigente allargato del centrosinistra, in cui ognuno si senta parte attiva e responsabile di una squadra, un elemento necessario, indispensabile ma non autosufficiente né insostituibile.


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