Immobili comunali del Centro storico di Molfetta: alcune domande all’assessore Magarelli

Di   10/03/2011


Davvero infelice la replica dell’Amministrazione comunale di Molfetta al nostro manifesto intitolato “Doppio scippo” sul tema degli immobili comunali in vendita. Il ricorso all’asta per l’aggiudicazione di questi immobili comunali – procedura scelta dall’Amministrazione – viene giustificato con il voler evitare l’accaparramento in favore degli “amici degli amici vicini a quelle stesse aree politiche [che saremmo noi] che oggi criticano i criteri trasparenti adottati dal Comune di Molfetta”.

Questa tesi avrebbe valore se mai in passato si fosse verificata questa condizione temuta dall’Assessore Magarelli: dove sono i fatti? Dove le prove? L’assessore usa la tecnica retorica della dissimulazione: “accuso qualcuno senza fondamento, per fare tranquillamente quello che mi fa comodo”.

Tra l’altro per smentire certe affermazioni potremmo facilmente riprendere notizie di cronaca degli ultimi giorni, anzi dell’ultima ora sulle varie “Affittopoli”, ad es. quella che vede coinvolto il senatore biscegliese del Pdl Francesco Amoruso (Do you remember, Assessore?).

Vogliamo, invece, stare al tema ponendo alcune domande, auspicando risposte precise senza cincischiare da parte dell’Amministrazione.

1a domanda: è vero che nella prima versione del Regolamento comunale era prevista la vendita di tutto il patrimonio di Edilizia Residenziale Pubblica (ERP) secondo aste pubbliche e a valore di mercato, senza tener conto della Legge 560/1993? (Giusto per chiarire quali erano dall’inizio le intenzioni dell’Amministrazione…)

2a domanda: è vero che se oggi gli inquilini assegnatari di 58 immobili del centro storico potranno acquistare la casa in cui abitano a prezzo ridotto (secondo valore catastale come da Legge 560/1993) è grazie all’intervento della Regione Puglia sull’Amministrazione, sollecitato da un esposto di Rifondazione comunista? (Sul tema giace una nostra interrogazione consiliare senza risposta dal febbraio 2010!!! Sì, 2010, non è un errore di battitura…)

3a domanda: perché gli altri 32 immobili vuoti del Centro storico non sono stati assegnati a coloro che ne hanno diritto in quanto inseriti da anni nelle graduatorie ERP?

4a domanda: perché non si è voluta dare a questi cittadini, inseriti in graduatoria, la possibilità di acquistare l’immobile a valore catastale come per gli altri 58?

5a domanda: perché l’Amministrazione ritiene inconciliabile l’assegnazione a chi ne ha diritto con le esigenze di riqualificazione del Centro storico. Può spiegarne i motivi apertamente?

6a domanda: se si volevano favorire le giovani coppie perché non si è fatto un bando speciale per l’assegnazione a questa categoria, come leggi nazionali e regionali consentono? (Un bando per l’assegnazione, non per la vendita…)

7a domanda: per una giovane coppia a basso reddito è più alla portata partecipare a un bando per l’assegnazione di un’immobile ERP a canone agevolato oppure partecipare a un’asta pubblica con offerte al rialzo?

 

In attesa di risposte precise, ricordiamo a quanti lo avessero dimenticato che:

a) Molfetta è un Comune in cui si fa sentire la tensione abitativa e c’è da sempre fame di casa;

b) ogni anno vengono prodotte più di 2.000 domande per l’integrazione del canone d’affitto;

c) non ci sono case alloggio sufficienti per chi ne faccia richiesta;

d) da tempo immemore non risultano costruite nuove abitazioni di edilizia residenziale pubblica.

A fronte di ciò, a partire dal 2009, priorità dell’Amministrazione è stata quella di trovare le strade e tutti i modi per vendere (loro dicono “valorizzare”…) il patrimonio di edilizia residenziale pubblica grazie alle varie leggi finanziarie fatte da Tremonti (ad es. la famigerata Legge 133/2008 che ha tolto 8 mld alla scuola pubblica).

Peccato che non per tutti la priorità sia far cassa: per noi rimane prioritario tutelare il diritto alla casa e la possibilità di avere un tetto senza essere costretti a partecipare ad aste in cui prevale chi è più ricco.


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