noi stiamo con Emergency

Di   13/04/2010

Testate giornalistiche e telegiornali, nazionali e locali, famosi e meno, riportano in prima pagina la notizia dell’arresto di tre operatori (dei quali due medici) di Emergency da parte del governo Karzai (o delle forze ISAF??) in Afghanistan con l’accusa di aver partecipato ad un complotto per uccidere il governatore della provincia di Helmand. L’essere “combattenti rivoltosi stranieri” è il reato imputato ai tre, tra l’altro severamente punito dalla locale legislazione, finanche con la pena di morte.

Rifondazione Comunista e i Giovani Comunisti si uniscono al coro di quanti, cittadini italiani e del mondo, in queste ore stanno chiedendo il rilascio immediato dei tre operatori e sottolineando l’estraneità ai fatti da parte degli stessi.

Si tratta di un’azione intimidatoria verso l’organizzazione umanitaria italiana, che si sta prodigando in maniera efficace per alleviare le sofferenze delle vere vittime della guerra nel paese centroasiatico: i civili, soprattutto minori, senza distinzione politica, religiosa o “etnica”.

Un impegno realmente umanitario, quello di Emergency, contrariamente a quello delle forze armate della Nato, che adottando strategie militari non del tutto chiare e definite (numerosi i massacri di civili), sono impegnate in una missione definita “di pace” che ha sapore di guerra, una guerra inutile ed al momento senza possibilità di fine: ricordate quando è iniziata? Ricordate le parole dell’allora presidente George Bush sulla offensiva lampo?

L’impegno di Emergency, non solo in Afghanistan, di stare dalla parte delle vittime (come impone, senza distinzione, l’imperativo umanitario) le consente di poter testimoniare costantemente i bombardamenti e i loro effetti sulle popolazoni locali. Questo il ruolo scomodo che vogliono terminare!!!

Una posizione che non piace ai potenti della terra e che durante l’Operazione Moshtarak, iniziata dalla Nato in febbraio, fa molto rumore allorché Emergency denuncia (qualcuno dice esagerando) che non esistono sufficienti corridoi umanitari e che le vittime dell’offensiva di Isaf o dei talebani non riescono a raggiungere i centri di salute.

Deprecando le reazioni immediate senza alcun dato e supporto manifestate da alcuni esponenti politici, chiediamo al Governo il massimo impegno affinchè i tre medici siano rilasciati e affinchè le truppe italiane vengano ritirate dal suolo afgano.

Rilanciamo inoltre l’appello rivolto da Gino Strada a cittadini e cittadine a firmare la sottoscrizione on line sul sito di Emergency (www.emergency.it) per esprimere una convinta solidarietà all’organizzazione.

PRC e Givani Comunisti/e Molfetta


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