Agnoletto: Forte arretramento del Parlamento Europeo sul tema dell’acqua

Di   13/03/2009

ACQUA, AGNOLETTO: FORTE ARRETRAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO IN VISTA DEL FORUM DI ISTANBUL. IL DIAVOLO SI NASCONDE NEI DETTAGLI, MA NEANCHE TANTO.

15 marzo 2006 – Risoluzione del Parlamento europeo sul quarto Forum
mondiale dell’acqua (Città del Messico, 16-22 marzo 2006), estratto:

“1. DICHIARA CHE L’ACQUA È UN BENE COMUNE DELL’UMANITÀ E COME TALE
L’ACCESSO ALL’ACQUA COSTITUISCE UN DIRITTO FONDAMENTALE DELLA PERSONA UMANA; chiede che siano esplicati tutti gli sforzi necessari a
garantire l’accesso all’acqua alle popolazioni più povere entro il 2015.”

12 marzo 2009 – Risoluzione del Parlamento europeo sulle risorse idriche in vista del quinto Forum mondiale dell’acqua (Istanbul, 16-22 marzo 2009), estratto:

“1.DICHIARA CHE L’ACQUA è un bene comune dell’umanità e che DOVREBBE
COSTITUIRE UN DIRITTO FONDAMENTALE E UNIVERSALE; chiede che siano
compiuti tutti gli sforzi necessari per garantire l’accesso all’acqua alle popolazioni più povere entro il 2015;

2. dichiara che l’acqua va proclamata un bene pubblico e posta sotto controllo pubblico, A PRESCINDERE DAL FATTO CHE SIA GESTITA, INTERAMENTE O PARZIALMENTE, DAL SETTORE PRIVATO;

28. chiede che la Presidenza rappresenti l’Unione europea al Forum di Istanbul con un mandato per:

– CONSIDERARE L’ACCESSO ALL’ACQUA POTABILE UN DIRITTO VITALE,
fondamentale dell’essere umano, E NON SOLO UN BENE ECONOMICO COMMERCIALE soggetto unicamente alle leggi di mercato…”

L’arretramento della posizione dell’aula di Strasburgo mi sembra lampante. Insieme a Roberto Musacchio e tutto il gruppo Gue – Sinistra Unitaria Europea abbiamo presentato sedici emendamenti, tenendo il punto su tutta una serie di principi sacrosanti, quali: l’acqua come bene comune universale, l’accesso garantito a tutti gli esseri umani con politiche consistenti, l’inserimento dell’acqua nei capitoli di lotta al cambiamento climatico, il coinvolgimento dell’Onu sui temi dell’acqua. Ma abbiamo perso sull’emendamento centrale, quello al paragrafo 28 di cui sopra, per cui chiedevamo sostanzialmente la
cancellazione delle parole “NON SOLO” che invece hanno riaperto all’idea dell’Acqua come “bene economico commerciale soggetto alle leggi di mercato”!!!

Inevitabile la scelta di votare NO alla risoluzione da parte di tutto il gruppo.

Non potevamo far passare impunemente la tremenda offensiva condotta negli ultimi mesi dalle grandi multinazionali di settore. Soprattutto alla vigilia del Forum di Istanbul dove sono sicuro che il Movimento internazionale dell’Acqua saprà reagire con competenza e risolutezza a questa brutta pagina di cronaca europea.
Vittorio Agnoletto

PRC-Molfetta


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